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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02150/2025 del 30/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente gestore)

La controversia

Una società proprietaria di un'autovettura conveniva in giudizio il gestore della strada per ottenere il risarcimento dei danni riportati dal veicolo dopo l'impatto con un cane entrato sul raccordo autostradale attraverso un varco nella recinzione. In primo grado il gestore era stato dichiarato carente di legittimazione passiva ed era stata condannata solo la proprietaria del cane. In appello, invece, la sentenza veniva riformata con accertamento della responsabilità del gestore quale custode ex art. 2051 c.c. e condanna in solido con il proprietario dell'animale. In cassazione il gestore deduceva quattro motivi: (1) nullità della sentenza per omessa pronuncia sulle eccezioni preliminari di inammissibilità dell'appello, per difetto di valida procura ad litem e per difetto di interesse ad impugnare; (2) violazione degli artt. 2051 e 2052 c.c. e degli artt. 81 e 100 c.p.c., sostenendo che la responsabilità fosse esclusivamente del proprietario del cane e che mancasse un nesso causale tra il sinistro e la cosa custodita; (3) e (4) vizi processuali e violazione di legge per avere il giudice d'appello accolto un gravame che si assumeva inammissibile, perché relativo a mere questioni di omessa indicazione nel dispositivo degli interessi e della rivalutazione e di omessa distrazione delle spese di primo grado.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso e ha dichiarato assorbiti gli altri. Ha ritenuto fondato il rilievo di omessa pronuncia sulle eccezioni preliminari, ma ha anche affermato che la procura speciale alla lite rilasciata dalla società appellante era nulla perché la sottoscrizione era illeggibile e non consentiva di identificare il soggetto conferente e la sua legittimazione. Ha quindi richiamato l'art. 182, comma 2, c.p.c. nel testo applicabile ratione temporis, osservando che il giudice d'appello avrebbe dovuto assegnare un termine perentorio per la sanatoria del vizio. In conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Roma in diversa composizione, affinché riesamini la causa alla luce dei principi enunciati e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    è richiamato come parametro per la deduzione del vizio processuale per omessa pronuncia e per altri errori in procedendo

  • art. 2051 c.c.

    è evocato nella censura sulla responsabilità del custode della strada per il sinistro

  • art. 2052 c.c.

    è richiamato dalla ricorrente per sostenere la responsabilità del proprietario dell'animale

  • art. 81 c.p.c.

    è richiamato nella censura sulla legittimazione e sull'interesse ad agire

  • art. 100 c.p.c.

    è richiamato nella censura sull'interesse ad impugnare e sulla legittimazione processuale

  • art. 93 c.p.c.

    è citato tra le norme asseritamente violate nella censura sul terzo motivo

  • art. 132 c.p.c.

    è citato tra le norme processuali invocate per censurare la sentenza d'appello

  • art. 156 c.p.c.

    è citato tra le norme processuali invocate per censurare la sentenza d'appello

  • art. 287 c.p.c.

    è citato tra le norme processuali invocate per censurare la sentenza d'appello

  • art. 288 c.p.c.

    è citato tra le norme processuali invocate per censurare la sentenza d'appello

  • art. 276, secondo comma, c.p.c.

    è citato tra le norme processuali invocate per censurare la sentenza d'appello

  • art. 384 c.p.c.

    è richiamato quale potere della Corte di correggere la motivazione senza rinvio quando la questione non esaminata è infondata in diritto

  • art. 182, secondo comma, c.p.c.

    "quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio..."

    nel testo applicabile ratione temporis l'assegnazione del termine per la regolarizzazione è doverosa anche in caso di nullità della procura alle liti e la sanatoria opera con effetto retroattivo

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    è richiamato solo per il deposito dell'ordinanza in camera di consiglio

Massime di principio

  • La procura speciale alle liti conferita da una società è nulla quando, pur essendo indicata la denominazione sociale, la sottoscrizione è illeggibile e l'atto non consente di identificare il soggetto che ha conferito il mandato né la sua qualità o carica, impedendo il controllo della legittimazione e dello ius postulandi.
  • In presenza di un difetto di rappresentanza o di un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice deve assegnare un termine perentorio per la regolarizzazione; la sanatoria tempestiva produce effetti retroattivi dalla prima notificazione.
  • L'omessa pronuncia su un'eccezione o domanda integra un error in procedendo, ma la cassazione con rinvio non è necessaria se la questione non esaminata è infondata in diritto e non richiede ulteriori accertamenti di fatto: in tal caso la Corte può correggere la motivazione nei limiti dell'art. 384 c.p.c.
  • Nelle controversie risarcitorie da cose in custodia, la verifica della legittimazione processuale della parte che propone l'impugnazione può assorbire ogni ulteriore questione di merito sulla responsabilità da custodia o sul nesso causale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveResponsabilità del custode
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàNesso di causalità

Testo integrale

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