Cassazione Penale, Sentenza n. 48102/2023 del 04/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il furto aggravato di 483 pannelli fotovoltaici. Le censure principali riguardano: (1) la mancata traduzione di atti essenziali (decreto di citazione e alcuni atti di primo grado) e l'assenza di interprete per Zerrouq, con conseguente violazione del diritto di difesa; (2) la tardiva notificazione del decreto di citazione per il giudizio di appello di En Nasiry (notifica avvenuta il 21/09/2022 per udienza fissata il 03/10/2022), violando il termine di comparizione previsto dall'art. 601 c.p.p.; (3) contestazioni processuali relative alla mancata considerazione da parte della Corte d'appello dell'istanza di rinvio per concomitante impegno del difensore e alla sostituzione d'ufficio del difensore senza motivazione adeguata. Entrambi i ricorrenti hanno dedotto anche vizio di motivazione circa l'affermazione della responsabilità penale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto entrambi i ricorsi. Per Zerrouq Abdellah il terzo motivo è stato ritenuto fondato: alcuni atti processuali (tra cui il decreto di citazione) non erano stati tradotti in lingua a lui comprensibile e la nullità, tempestivamente eccepita, determina l'annullamento senza rinvio delle sentenze di primo e secondo grado e la trasmissione degli atti al Tribunale di Chieti. Per En Nasiry Abdelali il primo motivo è stato ritenuto fondato: la notificazione tardiva del decreto di citazione ha integrato una nullità generale dell'intervento dell'imputato nel grado di appello, tempestivamente eccepita; la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello di Perugia per nuovo giudizio. Le altre censure sono state assorbite.
Norme richiamate
Norma sostanziale che disciplina il delitto di furto, indicato nel capo di imputazione come fondamento della responsabilità penale.
art. 625, comma 1, nn. 2, 5 e 7 c.p.
Aggravanti contestate al reato di furto (es. l'uso della violenza sulle cose, commesso in più persone e su cose esposte alla pubblica fede), rilevanti ai fini della qualificazione e della pena.
Regola le modalità di notifica degli atti all'imputato; richiamata con riferimento alla notificazione del decreto di citazione e alla validità della stessa.
Stabilisce il termine di comparizione nel giudizio d'appello (termine a comparire di venti giorni) e la relativa efficacia; la violazione del termine integra una nullità generale dell'intervento dell'imputato in appello, rilevabile se tempestivamente dedotta.
Indica i termini entro i quali devono essere dedotte o rilevate le nullità; rilevante per verificare la tempestività dell'eccezione relativa alla tardiva notificazione.
Regola le istanze di termine a difesa in Cassazione; citata in relazione alla richiesta di termine da parte del nuovo difensore, poi respinta dalla Corte secondo il proprio indirizzo.
Disposizione sul contenuto e motivazione della sentenza; richiamata nelle censure di vizio di motivazione rispetto alla valutazione delle prove e della responsabilità.
art. 125 Cost.
Principio costituzionale relativo all'efficacia del giudizio e alla parità delle parti; richiamato in relazione alle garanzie processuali sostanziali e formali.
art. 101 Cost.
Principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale e del giusto processo; evocato nelle doglianze procedurali.
art. 111 Cost.
Principio costituzionale sul giusto processo e sulle garanzie difensive, richiamato nelle censure concernenti il diritto alla difesa e al contraddittorio.
art. 6 CEDU
Garanzia del giusto processo prevista dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo; invocata con riferimento al diritto dell'imputato a comprendere gli atti e ad essere assistito adeguatamente.
Sez. 3, n. 5235 del 24/05/2016 (Lo Verde, Rv. 269215)
Giurisprudenza della Corte di cassazione che afferma che l'omessa nomina di interprete, quando è accertata la mancata conoscenza della lingua italiana da parte dell'imputato, determina una nullità a regime intermedio.
Sez. 1, n. 6613 del 27/10/2022 (Amato, Rv. 283988)
Giurisprudenza che precisa che, in appello, il mancato rispetto del termine a comparire di venti giorni ex art. 601, comma 3, c.p.p. integra una nullità di ordine generale relativa all'intervento dell'imputato, rilevabile se tempestivamente dedotta.
Massime di principio
- L'omessa traduzione degli atti essenziali e la mancata nomina dell'interprete quando è accertata la mancata conoscenza della lingua italiana da parte dell'imputato costituiscono nullità rilevante che può comportare l'annullamento delle sentenze; la nullità è di regime intermedio e può essere fatta valere anche in Cassazione se tempestivamente eccepita.
- Nel giudizio d'appello il rispetto del termine di comparizione (circa 20 giorni previsto dall'art. 601 c.p.p.) è essenziale: la notificazione tardiva del decreto di citazione può determinare una nullità generale dell'intervento dell'imputato, con conseguente annullamento e rinvio se l'eccezione è tempestiva.
- Le eccezioni procedurali (es. richiesta di rinvio per concomitante impegno del difensore, mancata allegazione di ordinanze, sostituzioni difensive) devono essere tempestivamente svolte e motivate; la Corte deve darne conto nelle sue decisioni, altrimenti le omissioni possono essere rilevanti se incidono sul diritto di difesa.
- Quando la Corte di cassazione accoglie un motivo che comporta la nullità essenziale processuale, le restanti censure vengono di regola assorbite e la decisione finale contempera la natura della nullità: può seguire annullamento con rinvio (per riassunzione del processo) oppure annullamento senza rinvio e trasmissione degli atti, a seconda della gravità e del contenuto del vizio.
- Le obiezioni relative alla motivazione della decisione di merito (art. 546 c.p.p.) devono dimostrare che la valutazione probatoria è illogica o priva di adeguata giustificazione; tuttavia, se sussiste una nullità procedurale rilevante (es. mancanza di interprete o notificazione invalida), tali questioni possono rimanere assorbite.
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