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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48043/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il P.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Torre Annunziata che ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di Cascone per il reato di furto di gas per difetto della condizione di procedibilità della querela (il furto era divenuto procedibile a querela in seguito al d.lgs. 150/2022). In udienza il P.M. aveva formulato contestazione suppletiva dell’aggravante di cui all’art. 625, comma 1, n. 7 (furto commesso su cosa destinata a pubblico servizio), che renderebbe il reato perseguibile d’ufficio; il P.M. ha contestato che il Tribunale abbia considerato tale contestazione tardiva e non abbia dato corso, dichiarando invece l’immediata improcedibilità per mancanza di querela. Il ricorrente ha altresì sostenuto che il potere di contestazione suppletiva in dibattimento non incontra preclusioni e avrebbe dovuto impedire la declaratoria di improcedibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l’aggravante contestata in udienza non fosse applicabile alla fattispecie: la manomissione del contatore per sottrarre gas non configura l’aggravante del furto su cosa destinata a pubblico servizio, seguendo consolidato orientamento giurisprudenziale che esclude tale qualifica per i contatori (analogamente ai contatori elettrici). Poiché l’aggravante, anche astrattamente, non poteva essere configurata in atti, la decisione di non doversi procedere per difetto di querela non è censurabile e il ricorso va respinto.

Norme richiamate

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Base normativa per il ricorso per cassazione "per saltum" proposto dal P.M.

  • art. 517 cod. proc. pen.

    Consente al pubblico ministero la contestazione in udienza (contestazione suppletiva); principio richiamato dal ricorrente per giustificare la contestazione dell’aggravante in dibattimento.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che disciplina il delitto di furto, posto a base dell’imputazione.

  • art. 625 cod. pen., comma 1, n. 2

    Una delle aggravanti richiamate nell’imputazione (richiamata nel provvedimento di primo grado).

  • art. 625 cod. pen., comma 1, n. 7

    Aggravante specifica del "furto commesso su cosa destinata a pubblico servizio"; oggetto della contestazione suppletiva in udienza e del contrasto sulla procedibilità d’ufficio.

  • d.lgs. 150/2022

    Ha modificato la procedibilità di taluni reati, rendendo il furto in esame procedibile a querela di parte, da cui deriva la decisione di improcedibilità una volta accertata la mancanza della querela.

  • Sez. 5, n. 48205 del 10/09/2019, Rv. 278039

    Orientamento citato dal Tribunale in tema di contestazione di aggravante successiva alla scadenza del termine di prescrizione; la Corte evidenzia che tale principio, relativo alla prescrizione, non può essere esteso automaticamente all’improcedibilità per mancanza di querela.

  • Sez. 5, n. 26822 del 23/03/2016, Rv. 267892

    Giurisprudenza in senso contrario rispetto all’orientamento sul punto della prescrizione: afferma che l’aumento di pena per aggravante contestata suppletivamente dopo la decorrenza del termine di prescrizione può essere preso in considerazione ai fini del calcolo della prescrizione.

  • Sez. 5, n. 19371 del 17/04/2013, Rv. 255485-01

    Precedente della Corte che esclude la qualificazione del contatore (in quel caso elettrico) come "cosa destinata a pubblico servizio"; principio esteso dalla Corte anche al contatore del gas nel caso in esame.

Massime di principio

  • La contestazione suppletiva dell’aggravante in udienza è in linea di principio consentita (art. 517 c.p.p.), ma può produrre effetti soltanto se l’aggravante è concretamente configurabile rispetto ai fatti contestati.
  • Se un reato è divenuto procedibile a querela e la querela manca, la declaratoria di improcedibilità resta valida a meno che non sussista un elemento (es. un’aggravante effettivamente applicabile) che renda il reato perseguibile d’ufficio; non tutte le contestazioni suppletive possono trasformare un reato querelabile in procedibile d’ufficio.
  • Nelle fattispecie di manomissione del contatore (energia elettrica o gas) la giurisprudenza consolidata tende a escludere che il contatore sia una "cosa destinata a pubblico servizio", perché lo strumento misura consumi nell’interesse dell’utente e della compagnia, non di una generalità di utenti.
  • Occorre distinguere fra questioni di diritto sostanziale (es. effetti sull’estinzione per prescrizione) e di diritto processuale (es. improcedibilità per mancanza di querela): orientamenti giurisprudenziali validi per l’uno non sono automaticamente trasferibili all’altro.
  • Per il PM è consigliabile verificare preliminarmente la sussistenza astratta e concreta di un’aggravante prima di contestarla in udienza se l’obiettivo è incidere sulla procedibilità del reato; se l’aggravante non è sostenibile, la contestazione suppletiva sarà inefficace.

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