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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25882/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio emessa in sede rescissoria, che aveva accolto l'appello del contribuente ritenendo utilizzabili documenti prodotti tardivamente dal medesimo. La CTR aveva valorizzato tale produzione sul presupposto che l'invito a presentarsi presso l'Ufficio finanziario non fosse stato specificamente portato a conoscenza del contribuente nelle sue conseguenze, poiché il plico notificato non era stato ritirato. Il ricorso per cassazione si fondava su tre motivi: con il primo si denunciava violazione degli artt. 383, 384 e 394 c.p.c., sostenendo che il giudice del rinvio aveva riesaminato documentazione che questa Corte, nel precedente giudizio rescindente, aveva già ritenuto inutilizzabile; con il secondo si denunciava violazione dell'art. 32 d.P.R. n. 600/1973 in tema di conoscenza legale o reale dell'invito a produrre documenti e delle decadenze conseguenti; con il terzo si deducevano ultrapetizione e violazione di giudicato interno sulle modalità di notifica dell'invito.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendolo fondato perché il giudice del rinvio aveva posto a base della decisione materiale probatorio già dichiarato inutilizzabile nel giudizio rescindente. Ha quindi cassato la sentenza impugnata limitatamente al motivo accolto e ha rinviato alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, in diversa composizione, per nuovo esame conformemente ai principi già affermati. I motivi secondo e terzo sono stati dichiarati assorbiti. Le spese del giudizio di cassazione sono state rimesse al giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Viene utilizzato come norma sul vizio denunciabile in cassazione: violazione processuale per il primo e terzo motivo, violazione di legge per il secondo.

  • artt. 383, 384 e 394 c.p.c.

    Il giudice del rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato nel giudizio rescindente e non può riesaminare questioni o prove già precluse dalla decisione di cassazione.

  • art. 32 d.P.R. n. 600/1973

    Regola la conoscenza dell'invito a presentarsi o a produrre documenti e le conseguenze della mancata produzione nella fase amministrativa, con effetti preclusivi rispetto alla successiva produzione processuale.

  • ordinanza n. 22992/2016

    Nel precedente giudizio rescindente la Corte aveva escluso che la mancata risposta del contribuente alla fase precontenziosa potesse comportare la perdita del diritto di difesa e aveva inficiato la complessiva valutazione del materiale probatorio formatosi in quella fase.

Massime di principio

  • Nel giudizio rescissorio il giudice di rinvio deve attenersi al decisum della Cassazione nel giudizio rescindente e non può rimettere in discussione la valutazione di prove già dichiarate inutilizzabili.
  • Se la Corte di cassazione ha qualificato come inutilizzabile un determinato materiale probatorio, il giudice di rinvio non può porlo nuovamente a fondamento della decisione.
  • La mancata risposta del contribuente a un invito dell'Ufficio, in assenza di regolare e specifica conoscenza delle conseguenze preclusive, non può essere automaticamente equiparata a rinuncia al diritto di difesa; tuttavia la questione diviene irrilevante se il materiale probatorio è già stato espunto dal precedente giudizio di legittimità.
  • I motivi di ricorso che risultano logicamente dipendenti dall'accoglimento di una censura principale restano assorbiti.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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