Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25056/2020 del 09/11/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sulla responsabilità civile dell'amministratore sociale (Pierluigi Mollica) per la consistente concessione di credito alla farmacia Mongiovì e per violazioni tributarie; questioni processuali connesse all'ammissibilità di nuove allegazioni e documenti in appello e alla ripartizione dell'onere della prova, nonché alla rilevanza della garanzia personale prestata da Anna Ruffino e della sua eventuale incapienza patrimoniale

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto alcuni motivi del ricorso principale, dichiarato inammissibile altri e, accogliendo il sesto motivo del ricorso incidentale, ha ritenuto erronea l'applicazione dell'onere della prova da parte della Corte d'appello. In particolare la Corte ha chiarito che, una volta dimostrata dall'attore la condotta (o le condotte) degli amministratori che denotano violazione del dovere di diligenza o lealtà, spetta all'amministratore allegare e provare i fatti esonerativi. Per questo motivo la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Messina in diversa composizione, con istruzioni circa la corretta ripartizione dell'onere probatorio e con rifissazione delle spese del giudizio di legittimità

Norme richiamate

  • art. 345 c.p.c.

    Richiamato con riferimento alla presunta nullità del procedimento per violazione del contraddittorio e per l'ammissibilità di nuove deduzioni e documenti in appello; la Corte ha valutato la legittimità delle nuove allegazioni e l'eventuale violazione del diritto di difesa

  • art. 2697 c.c.

    Richiesto in relazione alla ripartizione dell'onere della prova; la Corte ribadisce che l'attore deve provare l'illecito dell'amministratore ma, una volta provato il fatto costitutivo, l'onere di provare fatti esonerativi grava sull'amministratore

  • art. 1218 c.c.

    Richiamato in combinato con l'art. 2697 c.c. per sottolineare la regola generale della responsabilità per inadempimento e il successivo onere probatorio che incombe su chi è convenuto

  • art. 2392 c.c.

    Norma che disciplina la responsabilità degli amministratori verso la società; la Corte la applica nel senso che la documentazione degli elementi di contesto (che evidenziano la violazione del dovere di diligenza/lealtà) è onere dell'attore, mentre l'amministratore deve provare fatti che escludano la sua colpa

  • artt. 115, 342 e 350 c.p.c.

    Richiamati con riguardo alle regole probatorie e sul potere del giudice di istruttoria; questioni concernenti la produzione documentale in appello e la valutazione della prova

  • artt. 24 e 111 Cost.

    Evocati in relazione alla presunta violazione del diritto di difesa e del contraddittorio; la Corte verifica se l'improcedibilità o il diniego di documenti abbiano leso il principio costituzionale

  • artt. 91 e 92 c.p.c.

    Richiamati con riferimento alla regolazione delle spese processuali e alla loro eventuale riformazione in caso di diversa decisione sulle altre questioni

  • art. 366 c.p.c., n. 6

    Citato implicitamente nella valutazione di inammissibilità di censure fondate su atti non adeguatamente riprodotti o individuati nel ricorso per cassazione

Massime di principio

  • Quando l'attore deduce che la condotta di un amministratore denota violazione dei doveri di diligenza o lealtà, deve provare i fatti costitutivi (le condotte e gli elementi di contesto). Una volta acquisita tale prova, grava sull'amministratore l'onere di allegare e provare fatti esonerativi (cautele adottate, verifiche svolte, garanzie efficaci)
  • La conoscenza dell'insolvenza del debitore non è l'unico modo per fondare la responsabilità dell'amministratore: indici di mala gestio (aperture di credito anomale, incremento esponenziale del debito, protratta tolleranza di inadempimenti) possono costituire base di responsabilità
  • La produzione di documenti in appello è ammissibile nei limiti previsti dal codice (decadenza incolpevole, indispensabilità); però le censure in cassazione fondate su documenti vanno adeguatamente riprodotte e indicate per non essere dichiarate inammissibili
  • Il giudice d'appello non può spostare indebitamente sull'attore l'onere di provare circostanze che, per la logica della responsabilità contrattuale degli amministratori, devono essere dimostrate dall'amministratore stesso come giustificative o esonerative
  • La valutazione sulla diligenza gestionale non investe scelte economiche opportune (discrezionalità imprenditoriale) ma la diligenza nell'adottare cautele e verifiche prima di assumere rischi rilevanti; la responsabilità discende dall'omissione di tali cautele, non dalla mera insoddisfazione per scelte gestionali
  • In tema di liquidazione delle spese processuali, eventuali riforme devono tener conto dell'esito complessivo del giudizio e delle ragioni specifiche della chiamata in causa dei terzi; ma decisioni sulla riforma delle spese possono risultare assorbite da una pronuncia di cassazione che dispone il rinvio

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.