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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42512/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il reato previsto dagli artt. 110 e 294 cod. pen. per avere, durante una iniziativa di raccolta firme per un referendum promossa da attivisti della Lega Nord, insultato i militanti, strappato bandiere e fatto cadere il gazebo. Dedussero che la condotta fu di breve durata (poche decine di secondi), senza cittadini nei paraggi, pertanto non idonea a impedire l'esercizio del diritto politico o a incidere sulla successiva partecipazione al voto; inoltre contestarono che la condotta fosse diretta solo a contrapporsi politicamente alla Lega Nord e non all'attività di raccolta firme, quindi mancava l'elemento soggettivo dell'impedimento del diritto politico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto il primo motivo generico e privo di specifiche rispetto alla motivazione impugnata, osservando che l'azione violenta, comunque, ha inciso sul regolare svolgimento dell'iniziativa e che la sentenza di merito aveva riportato circostanza che alcuni potenziali sottoscrittori si erano astenuti per paura. Il secondo motivo (sull'elemento soggettivo) è stato dichiarato inammissibile per aspecificità: la censura indicava in modo indifferenziato i vizi di motivazione previsti dall'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., senza specificare in quali parti la motivazione mancasse, fosse contraddittoria o manifestamente illogica, come richiesto dalla giurisprudenza consolidata. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 294 cod. pen.

    La norma punisce l'attentato contro i diritti politici del cittadino quando una condotta caratterizzata da violenza, minaccia o inganno determina l'impedimento dell'esercizio dei diritti politici in senso stretto (elettorato attivo/passivo, partecipazione a partiti, petizioni, iniziativa legislativa, referendum). Anche l'impedimento della sottoscrizione per proporre un referendum rientra nella tutela dell'art. 294.

  • art. 110 cod. pen.

    Regola la concorso di persone nel reato: i comportamenti posti in essere congiuntamente da più soggetti vengono valutati come concorso nel reato previsto dall'art. 294.

  • art. 610 cod. pen.

    Richiamata in contrapposizione come fattispecie generica (violenza privata) per evidenziare che l'impedimento di manifestazioni non riconducibili ai diritti politici in senso stretto potrebbe configurare reato diverso e sussidiario rispetto all'art. 294.

  • art. 51 Cost.

    Citato come esempio di diritto politico (elettorato passivo) rientrante nella nozione di diritti politici tutelati dall'art. 294.

  • art. 49 Cost.

    Indica il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico alla determinazione della politica nazionale, rientrando nella sfera dei diritti politici tutelati.

  • art. 50 Cost.

    Il diritto di petizione è qualificato come diritto politico rilevante ai fini dell'art. 294.

  • art. 71 Cost. (secondo comma)

    Rilevante come diritto politico di iniziativa legislativa, parte della nozione di diritti politici in senso stretto.

  • artt. 75, 123, 132, 138 Cost.

    Richiamati per confermare che il diritto di referendum e le relative garanzie costituiscono diritti politici tutelati dall'art. 294, quindi anche l'impedimento della raccolta firme per un referendum può rientrare nella fattispecie.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Stabilisce i vizi di motivazione deducibili in sede di legittimità; la Corte ha richiamato l'obbligo del ricorrente di specificare quale tipo di vizio (omissione, contraddittorietà, illogicità) si denuncia, pena l'inammissibilità per aspecificità.

Massime di principio

  • L'art. 294 cod. pen. tutela i diritti politici in senso stretto (elettorato, partecipazione ai partiti, petizioni, iniziativa legislativa, referendum): l'impedimento della raccolta firme per un referendum può integrare la fattispecie se la condotta con violenza/minaccia/inganno incide realmente sullo svolgimento dell'iniziativa.
  • La brevità temporale della condotta non esclude automaticamente la sussistenza del reato: rileva l'effetto concreto sull'esercizio del diritto politico (es. deterrenza di potenziali firmatari).
  • Se si contesta la motivazione della sentenza per violazioni dell'art. 606 c.p.p., il ricorrente deve indicare con precisione se la motivazione manca, è contraddittoria o manifestamente illogica e in quali punti; critiche generiche o indeterminate sono inammissibili.
  • Se la condotta non mira in concreto a impedire un diritto politico rilevante ma soltanto a contrapporsi politicamente, può configurarsi altro reato (es. violenza privata) e non l'attentato ai diritti politici; la distinzione dipende dall'oggetto e dall'effetto della condotta.
  • La documentazione probatoria che dimostri l'effetto deterrente (testimonianze, video, dichiarazioni dei presenti) è determinante per qualificare una condotta come attentato ai diritti politici; l'assenza di contestazione specifica di elementi probatori a carico della sentenza indebolisce il ricorso.
  • Gli atti di impugnazione davanti alla Cassazione devono essere tecnicamente precisi: cumulare in modo indifferenziato plurime censure sulla motivazione comporta spesso l'inammissibilità del gravame.

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