Sentenza n. 1422/2026 - Salerno, Sezione 1
per l'annullamento del diniego di accesso agli atti n. 20677 del 17 novembre 2025 del Comune di Maiori;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di accesso alla copia fronte/retro dell'avviso di ricevimento della raccomandata relativa a un avviso di accertamento TARI 2016
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del Comune di Maiori, adottato il 17 novembre 2025 in riscontro a una diffida del 12 novembre 2025, con cui aveva sollecitato il riscontro di una richiesta di accesso del 16 giugno 2022, reiterata il 28 aprile 2025. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, anche per l'esclusione dell'accesso nei procedimenti tributari e per carenza di interesse diretto, concreto e attuale, deducendone comunque l'infondatezza. Il TAR ha rilevato d'ufficio, previamente sottoponendolo alle parti ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., il possibile carattere meramente confermativo del diniego impugnato. L'istanza del 28 aprile 2025 è risultata pedissequamente identica a quella del 16 giugno 2022, già riscontrata negativamente dal Comune con nota del 27 luglio 2022, riproduttiva di precedenti dinieghi relativi alle istanze del gennaio 2022. Poiché il precedente diniego espresso non era stato tempestivamente impugnato, il ricorrente ha tentato di riaprire il termine decadenziale mediante la reiterazione della medesima istanza, senza allegare fatti nuovi, sopravvenuti o meno, né prospettare una diversa situazione soggettiva legittimante l'accesso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il diniego del 17 novembre 2025 fosse meramente confermativo dei precedenti dinieghi, sia per l'identità del contenuto sia per l'espresso richiamo alle precedenti note comunali. Il termine per impugnare il diniego di accesso è decadenziale e la sua mancata osservanza impedisce di reiterare la medesima istanza al solo fine di ottenere un nuovo provvedimento impugnabile. La reiterazione può assumere rilievo soltanto in presenza di fatti nuovi, anche sopravvenuti, di una diversa prospettazione dell'interesse giuridicamente rilevante o di una nuova valutazione autonomamente compiuta dall'amministrazione. Nel caso concreto tali elementi non ricorrevano. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 25, commi 4 e 5, l. 241/1990
pone un termine all'esercizio dell'azione giudiziaria da ritenere necessariamente posto a pena di decadenza
Il termine per impugnare il diniego di accesso è decadenziale; la mancata impugnazione tempestiva impedisce, in assenza di novità, la reiterazione dell'istanza e l'autonoma impugnazione del successivo diniego meramente confermativo.
Il Collegio ha dato alle parti avviso del possibile profilo di inammissibilità rilevato d'ufficio, relativo al carattere meramente confermativo dell'atto impugnato.
Massime di principio
- Il termine per impugnare un diniego espresso di accesso agli atti ha natura decadenziale; la sua mancata osservanza rende inoppugnabile il diniego e non consente di eludere la decadenza mediante la reiterazione della medesima istanza.
- La reiterazione di una richiesta di accesso già respinta può fondare una nuova autonoma impugnazione soltanto se contiene fatti nuovi, anche non sopravvenuti, oppure una diversa prospettazione dell'interesse giuridicamente rilevante o della posizione legittimante all'accesso.
- Quando l'amministrazione si limita a ribadire, senza una nuova autonoma valutazione, il precedente diniego in risposta a un'istanza sostanzialmente identica, il nuovo atto ha carattere meramente confermativo e non è autonomamente impugnabile.
- L'amministrazione non è tenuta a riesaminare indefinitamente la medesima richiesta di accesso reiterata senza elementi di novità, anche in ragione delle esigenze di certezza e di buon funzionamento dell'azione amministrativa.
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