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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18690/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva confermato o riformato le decisioni di primo grado: contestazione di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale a carico di Napoli Antonino in qualità di amministratore di fatto della RISTEL s.r.l. e contestazione di plurime condotte di riciclaggio a carico di Andronaco, Monteleone, Russo e Napoli Giuseppa, consistite nel far transitare e prelevare somme e titoli di credito riconducibili a distrazioni dalla società fallita. Le impugnazioni sollevavano, a vario titolo, profili di: carenza o travisamento della prova in ordine all'elemento soggettivo del reato di riciclaggio (assenza di consapevolezza o dolo eventuale), mancata prova dell'elemento materiale, richiesta di derubricazione in favoreggiamento (con conseguente prescrizione), nullità processuali (omessa notifica dell'avviso di conclusione indagini, nullità del decreto di sequestro preventivo per violazione dell'art. 369-bis c.p.p., contumacia e relative notifiche), e difformità nella ricostruzione del reato presupposto (epoca delle distrazioni rispetto alla dichiarazione di fallimento).

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibili i ricorsi per generica reiterazione e carenza di specificità rispetto alle motivazioni già affrontate in sede di merito. In sostanza le censure sui profili di prova (elemento materiale e soggettivo del riciclaggio) sono state ritenute manifestamente infondate: la Corte ha confermato che operazioni familiari anomale, l'importo rilevante delle somme, l'assenza di plausibile causale e la dinamica dei versamenti e prelievi sono idonee a far ritenere la consapevolezza o il dolo eventuale. Le eccezioni processuali (omessa notifica avviso conclusione indagini, nullità del sequestro, mancata notifica dell'udienza preliminare) sono state rigettate perché o tardive, o non documentate o comunque non tali da inficiare il procedimento. Pertanto restano ferme le pronunce dei gradi inferiori (nessun annullamento); i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare una somma a titolo di cassa delle ammende (liquidata in euro 3.000).

Norme richiamate

  • art. 234 legge fallimentare

    Norma richiamata per identificare il tipo di reato presupposto (distrazioni/bancarotta) le cui somme costituivano il provento oggetto delle condotte di riciclaggio

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al vizio di motivazione: la Corte sottolinea i limiti della censura generica e la necessità che il ricorso sia autosufficiente e confronti specificamente le risposte della motivazione

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Riferito alla notifica dell'avviso di conclusione indagini: la mancata contestazione tempestiva della notifica può determinare sanatoria; la corte ha verificato la regolare notifica o la compiuta giacenza

  • art. 416 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle nullità connesse agli atti antecedenti il giudizio; la Corte richiama l'esigenza di tempestività e di allegazione documentale per far valere tali nullità

  • art. 43 cod. pen.

    Richiamato dalla difesa per sostenere che l'errore sul fatto può escludere il dolo; la Corte richiama però la possibilità di configurare dolo eventuale quando l'agente ha concretamente rappresentata e accettata la possibilità della provenienza illecita

  • art. 47 codice penale

    Citato in tema di errore sul fatto (esclusione del dolo); usato dalla difesa per prospettare inesistenza del dolo, ma la Corte ritiene che eventualmente ricorra il dolo eventuale

  • art. 648-bis cod. pen.

    Richiamato nel dibattito sulla distinzione tra reati come ricettazione/favoreggiamento e riciclaggio; la Corte chiarisce che, quando sussistono gli estremi del riciclaggio, la fattispecie di favoreggiamento reale è esclusa

  • art. 379 cod. pen.

    Citato per spiegare la relazione fra riciclaggio e favoreggiamento reale: quest'ultimo è applicabile solo in mancanza dei presupposti per riciclaggio/ricettazione

  • art. 369-bis cod. proc. pen.

    Riguarda le garanzie per il decreto di sequestro preventive; la Corte ha ritenuto che una eventuale invalidità del decreto cautelare non inficia automaticamente tutti gli atti successivi ove gli elementi istruttori siano già acquisiti

  • art. 419 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare e della dichiarazione di contumacia; la corte ha valutato regolarità/irregolarità e ritenuto che la notificazione era adeguata o che l'eccezione era tardiva

Massime di principio

  • Il reato di riciclaggio ha natura 'a forma libera': possono concorrere più atti anche formalmente leciti, purché finalizzati unitariamente a occultare la provenienza illecita.
  • Il dolo eventuale nel reato di riciclaggio è configurabile quando l'agente ha la concreta possibilità di rappresentarsi e accetta il rischio che le somme siano di provenienza delittuosa; elementi indiziari (importi ingenti, operazioni senza causale, rapporti familiari ricorrenti) possono suffragare tale conclusione.
  • La tracciabilità formale delle operazioni non esclude la configurabilità del riciclaggio: operazioni apparentemente tracciabili possono comunque essere idonee a ostacolare l'identificazione dell'origine illecita.
  • Le eccezioni di nullità processuale (es. omessa notifica avvisi, vizi del sequestro) devono essere tempestive e documentate; se sollevate tardivamente o senza prova documentale risultano inammissibili o inefficaci a decorrere.
  • La richiesta di derubricazione (es. in favoreggiamento reale) è valutata in relazione alla sussistenza oggettiva dei presupposti del reato più grave (riciclaggio); le fattispecie sussidiarie sono escluse se ricorrono gli estremi del reato principale.
  • L'onere della prova della responsabilità penale resta in capo all'accusa; tuttavia, la mancanza di una spiegazione alternativa credibile da parte dell'imputato per operazioni anomale può rafforzare la valutazione di consapevolezza/dolo.
  • La sanatoria processuale può operare quando la difesa omette di sollevare nell'atto/processo il vizio nei termini utili: eccezioni non dedotte tempestivamente possono essere considerate perse.
  • Nel vaglio della Cassazione contano sia la correttezza formale del ricorso (autosufficienza, specificità) sia la valutazione di fatto dei motivi già adeguatamente motivati dai giudici di merito; argomentazioni generiche o reiterative sono normalmente dichiarate inammissibili.

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