Cassazione Penale, Sentenza n. 6832/2024 del 15/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per nullità della sentenza per mancanza e illogicità della motivazione: il ricorrente contestava che il Tribunale avesse errato nella valutazione delle risultanze istruttorie, sostenendo che l'attività dell'impresa fosse solo di carrozzeria (escludendo autolavaggio e meccatronica) e che non vi fosse produzione di rifiuti liquidi pericolosi né presenza di vasca Imhoff utilizzata per lo scarico dei reflui; pertanto la sentenza sarebbe basata su una rivalutazione illegittima delle prove e priva di motivazione idonea
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione ritenendo che il motivo si risolvesse in una non consentita rivalutazione del compendio probatorio. Ha condiviso la valutazione del giudice di merito che aveva richiamato gli accertamenti della polizia giudiziaria, il verbale di sequestro, le fotografie, le deposizioni e la mancanza di autorizzazioni, il rinvenimento di pezzi di autoveicoli in attesa di verniciatura e la presenza di una vasca Imhoff "utilizzata per lo scarico dei reflui", da cui ha dedotto la natura di rifiuti liquidi stoccati e la gestione illecita degli stessi. Conseguentemente, è stato confermato l'esito del giudizio di merito (condanna ai sensi dell'art. 256 d.lgs. 152/2006: ammenda di euro 5.500,00 e spese processuali) e, a seguito della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento di cassazione e al versamento in favore della Cassa delle Ammende nella misura equitativamente determinata di euro 3.000,00
Norme richiamate
Il reato di cui all'art. 256 d.lgs. 152/2006 punisce, al primo comma, la raccolta, il trasporto, il recupero, lo smaltimento, il commercio e l'intermediazione di rifiuti in mancanza di titolo abilitativo o di comunicazione; a mente del secondo comma, è altresì punito il titolare di impresa, nonché il responsabile di ente, che abbandona o deposita in modo incontrollato i rifiuti ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee in violazione del divieto di cui all'art. 192, commi 1 e 2, d.lgs. 152/2006.
La norma è stata interpretata nel senso che è configurabile il reato quando il proprietario/titolare detiene e gestisce rifiuti senza le necessarie autorizzazioni; occorre accertare la qualificazione come "rifiuto" di quanto prodotto dall'attività. La detenzione su suolo di reflui in attesa di smaltimento integra operazione di smaltimento soggetta ad autorizzazione
art. 74, lett. ff., d.lgs. 152/2006
"Costituisce scarico diretto qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore."
La Corte richiama la distinzione tra scarico diretto (immissione continua tramite collettamento) e scarico indiretto (interruzione del flusso). I reflui stoccati in vasche Imhoff costituiscono rifiuti liquidi di acque reflue (scarico indiretto) e non scarichi diretti; pertanto soggetti alla disciplina dei rifiuti e alle operazioni di smaltimento previste dalla parte IV del d.lgs. 152/2006
art. 192, commi 1 e 2, d.lgs. 152/2006
Richiamata come norma che proibisce l'immissione illecita di rifiuti nelle acque: la responsabilità prevista dall'art. 256 include anche chi immette rifiuti nelle acque in violazione dell'art. 192
Applicato per l'onere delle spese a carico del ricorrente e per il versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- La Corte di legittimità non ammette nei ricorsi per cassazione la mera rivalutazione del materiale probatorio: le censure che si limitano a chiedere una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili
- Per censurare la motivazione del giudice di merito è necessario dimostrare vizi logici, contraddizioni o l'assenza di qualsiasi argomentazione su punti decisivi; il semplice dissenso sulla valutazione delle prove non è sufficiente
- I liquidi stoccati in vasche (es. vasche Imhoff, pozzi neri, bagni mobili) in attesa di smaltimento sono considerati rifiuti liquidi di acque reflue e soggetti alla disciplina dei rifiuti (parte IV d.lgs. 152/2006); la presenza di tali impianti e di reflui stoccati può fondare la responsabilità per gestione illecita
- Occorre distinguere scarico diretto (immissione continua tramite collettamento) da scarico indiretto (interruzione del flusso): lo stoccaggio intermedio tipicamente integra la fattispecie di rifiuto e richiede autorizzazioni specifiche per lo smaltimento
- Prima di intraprendere un ricorso per cassazione, valutare attentamente se la censura riguarda diritto (es. errore di diritto, violazione di legge) o fatto; la Corte di Cassazione è sede di controllo sulla legittimità e non di riesame del merito
- In contesti ambientali/penali è essenziale documentare autorizzazioni, modalità di gestione e smaltimento dei reflui: assenza di titoli abilitativi e elementi oggettivi (verbali, fotografie, sequestri) rafforzano la posizione dell'accusa
- Ricorrere con argomentazioni inammissibili o manifestamente infondate può comportare condanne alle spese del giudizio di legittimità e il versamento di somme alla Cassa delle Ammende
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