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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21295/2022 del 01/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione per violazione/difetto di motivazione in relazione alla mancata concessione della sospensione condizionale della pena (art. 164 c.p.), con censura che le pregresse condanne del ricorrente riguardavano fatti in parte depenalizzati e che la Corte d'appello non ha compiutamente valutato il giudizio prognostico (art. 154 c.p.) tenendo conto anche dell'esito positivo dell'affidamento in prova e dell'assenza di ulteriori condanne successive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto sussistente il vizio di omessa/insufficiente motivazione della Corte d'appello riguardo al diniego della sospensione condizionale della pena. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla questione della sospensione condizionale della pena e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Caltanissetta per nuovo giudizio sul punto. Ha dichiarato irrevocabile la sentenza nella parte relativa all'affermazione di responsabilità penale per il reato di furto aggravato.

Norme richiamate

  • art. 164 cod. pen.

    Norma richiamata con riferimento alle cause ostative e ai presupposti per la concessione della sospensione condizionale della pena; la Cassazione rileva che la motivazione della Corte d'appello non chiarisce se il diniego si fondi su precedenti che costituiscono ostacolo ai sensi dell'art. 164 o sul giudizio prognostico ex art. 154.

  • art. 154 c.p.

    Richiamato come parametro per il giudizio prognostico che il giudice deve compiere per valutare la probabilità di recidiva e l'opportunità del beneficio; la Corte demanda che la valutazione sia esplicitata e contestualizzata (es. natura e periodo delle precedenti condanne, esiti positivi come affidamento in prova).

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Norma processuale usata per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine all'affermazione della responsabilità penale, ossia la parte della decisione non annullata resta definitiva.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, Sent. n. 16363 del 05/02/2008 (Rv. 239555)

    Richiamata per il principio secondo cui le condanne relative a fatti non più costituenti reato per "abolitio criminis" non sono automaticamente ostative alla concessione della sospensione condizionale della pena.

Massime di principio

  • Quando il giudice nega la sospensione condizionale della pena deve motivare specificamente se il diniego si fonda su cause ostative previste dalla norma (precedenti che impediscono il beneficio) ovvero su un giudizio prognostico negativo; la mancata distinzione è vizio di motivazione.
  • Le condanne per fatti depenalizzati (abolitio criminis) non costituiscono di per sé un ostacolo automatico alla sospensione condizionale della pena e devono essere valutate nel contesto complessivo ai fini del giudizio prognostico.
  • Il giudice deve considerare elementi favorevoli alla concessione del beneficio (es. esito positivo di affidamento in prova, assenza di condanne successive, contestualizzazione temporale e materiale delle pregresse condanne) e esplicitare come tali elementi influenzino la prognosi sulla recidiva.
  • Se la motivazione del diniego è laconica o generica, la Cassazione può annullare la decisione limitatamente al punto motivazionale e rinviare per un nuovo esame; la parte sulla responsabilità penale, se non impugnata per altri profili, può essere dichiarata irrevocabile.
  • In situazioni analoghe è opportuno che la difesa evidenzi e documenti la natura depenalizzata di precedenti condanne e gli elementi positivi successivi (es. affidamento, riabilitazione, assenza di recidiva) per costringere il giudice a un'analisi motivata e specifica.

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