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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32568/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello dell'Aquila che aveva riconosciuto in favore di Barbieri la causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p. rispetto al reato per cui era imputato (segnalato nel testo come delitto di insolvenza fraudolenta, art. 641 c.p.). Il ricorso deduce violazione di legge (art. 131-bis c.p. e art. 530 c.p.p.), sostenendo che la Corte d'appello ha erroneamente escluso l'abitualità della condotta nonostante dal certificato del casellario giudiziale emergano precedenti per tre furti e reati in materia di stupefacenti, cioè reati della stessa indole che avrebbero dovuto ostare al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, constatando che la motivazione della sentenza impugnata era affetta da apoditticità e contraddittorietà. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'ostativo comportamento abituale ricorre quando l'autore abbia commesso almeno altri due reati della stessa indole, anche successivamente, incidentalmente accertabili. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte di appello di Perugia, affinché si proceda a una verifica adeguata circa la riconoscibilità della causa di esclusione della punibilità (decisione resa il 17 maggio 2023)

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen. (non punibilità per particolare tenuità del fatto)

    La norma è stata valutata in relazione alla causa di esclusione della punibilità; la Corte richiama che la riconoscibilità della non punibilità può essere esclusa dall'abitualità quando sussistano almeno altri due reati della stessa indole

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Richiamata nel capo di doglianza per violazione di legge con riferimento alla corretta instaurazione e motivazione della decisione di merito

  • art. 641 cod. pen.

    Indicato nel testo come il reato contestato a Barbieri (nel provvedimento è richiamato come delitto di insolvenza fraudolenta)

  • Giurisprudenza: Sez. 6, Sentenza n. 6551 del 09/01/2020 (Kostandin, Rv. 278347)

    Sez. 6 - , Sentenza n. 6551 del 09/01/2020, Kostandin, Rv. 278347 — 01

    La pronuncia afferma che il presupposto ostativo dell'abitualità ricorre quando l'autore abbia commesso almeno altri due reati della stessa indole, anche se commessi successivamente al reato per cui si procede, purché siano incidentalmente accertabili dal giudice procedente

Massime di principio

  • Per il riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) il giudice deve verificare espressamente e motivare se sussista o meno la condizione ostativa dell'abitualità; una affermazione apodittica senza confronto con i precedenti è insufficiente
  • L'abitualità ostativa si configura quando l'autore ha commesso almeno due o più reati della stessa indole (anche successivi) e tali fatti risultano incidentalmente accertabili dal giudice; dunque i precedenti di reati della stessa natura (es. reati contro il patrimonio) possono escludere il beneficio
  • I certificati del casellario giudiziale e le risultanze processuali devono essere valutati concretamente: se emergono più reati della stessa indole, il giudice non può semplicemente dichiarare che i precedenti sono "di specie diversa" senza spiegazioni
  • In caso di motivazione carente o contraddittoria relativa alla esclusione della punibilità, la parte pubblica può impugnare con successo in Cassazione ottenendo annullamento e rinvio per un nuovo esame
  • Quando si valuta la rilevanza dei precedenti ai fini di art. 131-bis, va considerata la natura del reato contestato e la natura dei precedenti (es. reati patrimoniali vanno confrontati con altri reati patrimoniali)

Testo integrale

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