Cassazione Penale, Sentenza n. 31989/2022 del 30/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ruffier impugna la sentenza d'appello che ha dichiarato estinto per prescrizione il reato di truffa (capo 1) e ha confermato la condanna per ricettazione aggravata (capo 2). I motivi di ricorso contestano: 1) la valutazione degli elementi costitutivi della ricettazione e la presunta correlazione tra il credito vantato dalle persone offese e la consegna degli assegni circolari; 2) il rigetto della rinnovazione dell'istruttoria per non aver escusso la teste Maria Elisabetta Lodigiani, ritenuta centrale; 3) la mancata declaratoria di prescrizione della ricettazione, sostenendo che la consumazione dovesse essere fatta risalire al periodo vicino al reato presupposto (2002) in favore del reo; 4) il diniego dell'attenuante per particolare tenuità del fatto e la conseguente incidenza sulla prescrizione; 5) la sproporzione del trattamento sanzionatorio rispetto alla declaratoria di prescrizione per la truffa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile (in parte manifestamente infondato e in parte generico) e ha confermato la decisione di merito. In particolare: la sentenza d'appello, che aveva dichiarato estinta per prescrizione il reato di truffa e aveva rideterminato la pena per ricettazione a 2 anni, 5 mesi di reclusione e 700 euro di multa, è stata ritenuta corretta. La Cassazione ha ritenuto che le censure non incidessero sulla valutazione della ricettazione (la consegna di due assegni circolari provenienti da furto) e che non risultassero elementi per ritenere che l'imputato fosse in possesso dei titoli in epoca remota, dunque la prescrizione della ricettazione non risultava provata. Il ricorso sulla rinnovazione istruttoria è stato ritenuto irrilevante rispetto alla prova della ricettazione. L'attenuante per particolare tenuità è stata esclusa in relazione all'elevato valore degli assegni e ad altri elementi valutati in concreto. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Censura sulla mancata rinnovazione dell'istruttoria; la Corte ha ritenuto la richiesta generica e non dirimente rispetto alla prova della ricettazione
Richiamato rispetto alle regole sulla rinnovazione dell'istruttoria; la Corte ha ritenuto corretta la mancata rinnovazione perché la prova prospettata si riferiva alla fattispecie di truffa già estinta
Richiamato nel contesto dei principi del processo; la Corte ha giudicato alcune doglianze generiche e non fondate
art. 111 Costituzione
Invocato dal ricorrente con riferimento al giusto processo; la Corte ha ritenuto che il principio non fosse stato violato alla luce delle argomentazioni di merito
Richiamato in relazione a effetti della condanna/estinzioni; la decisione ha valutato la decorrenza della prescrizione in concreto
Norma che disciplina il reato di ricettazione; la Corte ha ritenuto integrata la condotta in quanto l'imputato aveva ricevuto assegni di provenienza furtiva e li aveva consegnati alle persone offese
Circostanza attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità; la Corte ha osservato che tale attenuante non opera automaticamente e, nel caso concreto, il valore degli assegni e altre circostanze escludevano la tenuità
Criteri per la determinazione della pena; richiamato in relazione alla valutazione della particolare tenuità e dei parametri per il trattamento sanzionatorio
Massime di principio
- La declaratoria di prescrizione di un reato (es. truffa) non inficia automaticamente le valutazioni di responsabilità per reati distinti (es. ricettazione) purché gli elementi costitutivi di quest'ultimo siano provati autonomamente.
- Per l'accertamento della prescrizione della ricettazione è necessario che emerga in modo concreto e documentato il possesso dei beni in epoca remota; assunzioni generiche non sono sufficienti a favore del reo.
- La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria (nuove escussioni di testi) deve essere specifica e dimostrare la rilevanza diretta della testimonianza rispetto al reato oggetto del processo; testimonianze pertinenti solo a capi già estinti per prescrizione possono risultare irrilevanti.
- L'attenuante per particolare tenuità non opera automaticamente: il valore economico della cosa ricettata è un elemento importante ma non esclusivo; anche un valore non 'particolarmente lieve' o la sussistenza di altri elementi (precedenti, modalità) possono escluderla.
- Nella determinazione della pena per reati collegati, la cancellazione di un aggravante legata a un capo estinto può comportare la riduzione della pena, ma la pena residua viene valutata con riferimento alla gravità della condotta effettivamente riconosciuta.
- Nel dubbio probatorio sulla cronologia di possesso di beni il principio del favor rei può trovare applicazione, ma occorre che il dubbio sia concreto e motivato; la semplice astrazione non è sufficiente per dichiarare la prescrizione.
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