Sentenza del 17/05/2023 n. 116 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Basilicata
Esenzione IMU - Destinazione agricola fabbricato - Affitto terreni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha notificato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2016 ritenendo dovuta imposta su terreni e fabbricati. Il ricorrente ha impugnato l'atto sostenendo nullità e illegittimità per errato calcolo, difetto di motivazione e rilevando di dover beneficiare dell'esenzione IMU per destinazione agricola data la qualifica di società agricola dei conduttori. In particolare il ricorrente ha dedotto che i beni dovessero rientrare nell'esenzione riconosciuta alle società agricole.
La decisione
L'appello è stato rigettato. Il giudice d'appello ha ritenuto infondati i motivi di nullità procedurale (la richiesta di rinvio era stata accolta e non è stata lesa la difesa) e ha confermato che il contribuente non ha provato i requisiti che danno diritto all'esenzione. Dalle prove documentali risultava che la qualifica di coltivatore diretto o IAP era attribuita all'amministratore della società conduttrice (Sig. M. G.) e non al proprietario ricorrente, mentre i terreni erano dati in fitto: in tal caso il proprietario non coltiva direttamente e perde il possesso, pertanto l'esenzione non spetta. Spese compensate.
Norme richiamate
Dedotto il vizio per difetto di motivazione dell'atto impositivo; il giudice ha ritenuto che la motivazione fosse adeguata e che non sussistesse la nullità invocata.
Richiamato il principio secondo cui la mancata costituzione della parte resistente non equivale a confessione o non contestazione dei fatti: l'attore resta onerato di provare i fatti costitutivi del proprio diritto.
normativa IMU (criteri di esenzione per societa' agricole)
L'esenzione IMU per le societa' agricole è riconosciuta solo se la societa' esercita esclusivamente attivita' agricola e se almeno un componente della compagine sociale ha la qualifica di coltivatore diretto o IAP. Se il proprietario concede i terreni in affitto e non coltiva direttamente, non può beneficiare dell'esenzione poiché perde il possesso e i requisiti sono riferiti a chi esercita l'attività agricola.
Massime di principio
- L'esenzione IMU per fabbricati/terreni a destinazione agricola richiede la prova dei requisiti soggettivi e oggettivi: esercizio esclusivo dell'attività agricola e presenza in capo al soggetto che coltiva (o alla compagine sociale) della qualifica di coltivatore diretto o IAP.
- Il semplice fatto che i terreni siano utilizzati da una società agricola non consente al proprietario che li ha dati in affitto di ottenere l'esenzione: il proprietario che non coltiva direttamente perde il possesso e non soddisfa i requisiti per l'agevolazione.
- L'onere della prova spetta al contribuente che invoca l'esenzione: l'assenza di costituzione della pubblica amministrazione resistente non solleva il ricorrente dall'onere probatorio.
- Sul piano processuale, la richiesta di rinvio accolta dal giudice preserva il diritto di difesa; tuttavia l'assenza di ulteriori istanze del difensore nella nuova udienza non impedisce la decisione della causa.
- In casi analoghi è opportuno documentare chiaramente la titolarità della qualifica di coltivatore diretto o IAP in capo al soggetto che chiede l'esenzione e la circostanza che il medesimo detenga il possesso e coltivi direttamente i terreni; in mancanza la pretesa impositiva comunale è destinata a prosperare.
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