Sentenza del 16/05/2023 n. 13335 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di nove avvisi di intimazione e relative cartelle di pagamento (anni 2003-2007) per imposte dirette, IVA e sanzioni, deducendo in particolare la mancata applicazione della decurtazione al 40% prevista dalla L. n. 183/2011, art. 33, comma 28 (beneficio connesso al cratere sismico). Parallelamente la società impugnava, in altro procedimento, il diniego di ammissione alla definizione agevolata ("condono") ai sensi del D.L. n. 119/2018, art. 6 conv. L. n. 136/2018, sostenendo che alcune cartelle costituivano atti impositivi impugnabili e quindi definibili.
La decisione
La Corte di cassazione ha riunito i due procedimenti. Ha ritenuto ammissibile e fondato il ricorso avverso i provvedimenti di diniego della definizione agevolata (RG 37074/2019) e, per effetto di ciò, ha dichiarato estinto il giudizio di merito (RG 22373/2015) nella parte relativa alle cartelle e agli avvisi di intimazione indicati (ossia quelle per le quali poteva operare la definizione). Tuttavia la Corte ha dichiarato inammissibile per tardività il ricorso con riguardo a una residuale intimazione e relativa cartella (il ricorso principale RG 22373/2015), ritenendo che la tempestiva impugnazione non fosse stata rispettata ai sensi dell'art. 327 c.p.c. e della disciplina sulla sospensione dei termini feriali. Per le spese di giudizio la Corte ha disposto la compensazione tra le parti nei limiti indicati.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 546/1992, artt. 19 e 21
Disciplina dell'impugnazione delle cartelle e degli atti impositivi; utilizzata per valutare la natura impugnabile degli atti e i termini di impugnazione.
Art. 327 c.p.c.
Termine semestrale per proporre ricorso per cassazione; applicato per dichiarare la tardività dell'impugnazione relativa all'intimazione residua.
L. n. 183/2011, art. 33, comma 28
Prevede la decurtazione al 40% di taluni carichi per soggetti nel cratere sismico; la Corte ha confermato che l'applicabilità va verificata alla luce dei requisiti territoriali e delle istanze amministrative, e non può essere fatta valere tardivamente ove il relativo provvedimento amministrativo (nota di rigetto) non sia stato impugnato.
D.L. n. 119/2018, art. 6 conv. L. n. 136/2018
Norma sulla definizione agevolata delle liti fiscali pendenti; la Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso contro il diniego di definizione e ha affermato che le controversie aventi ad oggetto cartelle che siano il primo atto che comunica la pretesa possono essere definite.
D.P.R. n. 600/1973, art. 36-bis
Riguarda il controllo automatizzato e la liquidazione effettuata dall'Amministrazione. La Corte ha condiviso l'orientamento secondo cui, quando la cartella costituisce il primo e unico atto che comunica la pretesa, essa può assumere natura di atto impositivo impugnabile e definibile.
D.P.R. n. 633/1972, art. 54-bis
Analogamente all'art. 36-bis del DPR 600/1973, può determinare cartelle che, in assenza di precedenti atti, hanno natura di atto complesso impugnabile.
D.L. n. 132/2014, art. 16 conv. L. n. 162/2014
Modifica del periodo feriale (riduzione del termine di sospensione) operativa dal 2015; la Corte ha escluso la rilevanza retroattiva per i termini di impugnazione anteriori a tale efficacia.
L. n. 289/2002, art. 16 e D.L. n. 98/2011, art. 39 conv. L. n. 111/2011
Riferimenti richiamati a giustificazione della competenza e del sindacato del giudice sulle domande di definizione agevolata; utilizzati per affermare l'ammissibilità del ricorso in Cassazione contro il diniego.
Massime di principio
- Se la cartella di pagamento costituisce il primo ed unico atto con cui il contribuente è stato reso edotto della pretesa (es. in caso di controllo automatizzato ex art. 36-bis DPR 600/1973), essa può avere natura di atto impositivo 'complesso' ed essere oggetto di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119/2018, art. 6.
- Il diniego amministrativo alla definizione agevolata è impugnabile e, se la controversia è pendente in grado di legittimità, il ricorso per cassazione avverso il diniego è ammissibile.
- La mancata impugnazione di un provvedimento amministrativo che rigetta l'istanza di beneficio (es. nota di rigetto) può rendere definitiva la pretesa fiscale circa quegli elementi, precludendo la loro rilanciabilità in successivi atti di impugnazione tardivi.
- I termini processuali sono stringenti: per la cassazione vale il termine semestrale ex art. 327 c.p.c.; le modifiche normative che incidono sui periodi di sospensione feriale producono effetto solo da quando entrano in vigore e non retroattivamente.
- In presenza di più atti (più cartelle/avvisi), il giudice può pronunciare separatamente sull'ammissibilità o estinzione di parte della controversia (possibile estinzione/definizione per alcune cartelle e inammissibilità per altre se i termini non sono stati rispettati).
- I benefici territoriali (es. decurtazione per il cratere sismico) richiedono il rispetto dei presupposti soggettivi e territoriali indicati dalla norma; la mera eccezione sollevata tardivamente può non consentire la riforma della pronuncia se le decisioni amministrative intermedie non sono state impugnate.
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