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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1334/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per revocazione avverso l'ordinanza n. 17694/2020 della Corte di Cassazione (25/08/2020). La ricorrente deduceva errore di fatto e omesso esame della memoria ex art. 380-bis c.p.c., sostenendo che in quella memoria fossero state trascritte le parti salienti delle citazioni (della fallita Car Comauto S.r.l. e della stessa Mayrig) a dimostrazione della piena sovrapponibilità delle causae petendi relative al danno da riduzione del prezzo (contestazione della clausola "risk reduction") sia sotto il profilo dell'abuso di posizione dominante sia sotto quello della ricettazione prefallimentare. Per tale ragione chiedeva la revocazione dell'ordinanza di rigetto per presunta errata valutazione della corrispondenza tra le domande e per aver ritenuto che la domanda di ricettazione prefallimentare non fosse stata proposta dall'originaria attrice.

La decisione

Il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che (i) l'errore di fatto dedotto non fosse decisivo né dotato dei caratteri di evidenza assoluta richiesti dalla normativa sulla revocazione; (ii) la censura relativa all'omesso riferimento alla memoria non poteva sanare l'inadempimento dell'onere di specifica indicazione degli atti nel ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 366, n. 6, c.p.c.; (iii) anche a prescindere da quella censura, l'ordinanza impugnata poggiava su una seconda autonoma ratio decidendi (l'infondatezza del motivo) che sarebbe rimasta valida. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata a rifondere le spese di giudizio in favore della resistente: Euro 20.000 per compensi, oltre 15% spese forfettarie, Euro 200 di esborsi, accessori di legge, e all'eventuale ulteriore versamento del contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 391-bis cod. proc. civ.

    Norma invocata per la revocazione delle pronunce della Corte di Cassazione; la Corte ha esaminato i presupposti della revocazione e li ha ritenuti non sussistenti nel caso di specie.

  • art. 395 cod. proc. civ.

    Richiamato nei principi interpretativi: l'errore di fatto (n. 4) deve essere evidente, decisivo, limitato agli atti interni del giudizio di cassazione e immediatamente rilevabile senza indagini ermeneutiche.

  • art. 380-bis cod. proc. civ.

    Memoria depositabile in Cassazione; la Corte ha osservato che, anche se la memoria conteneva trascrizioni utili, tale deposito non può sanare l'omissione di specifiche indicazioni che il ricorso deve contenere ai sensi dell'art. 366 n. 6.

  • art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ.

    Richiesto dalla giurisprudenza un onere rigoroso di indicazione nel ricorso dell'atto su cui il motivo si fonda (contenuto e sede processuale di produzione); la Corte ha ritenuto l'onere inadempiuto e non sanabile con atti depositati successivamente.

  • art. 2744 cod. civ.

    Norma sul divieto del patto commissorio citata nella controversia originaria: la Corte territoriale e la Cassazione hanno valutato che la domanda subordinata della cedente fosse fondata su diverso motivo (patto commissorio) rispetto alla cessionaria (abuso di posizione dominante), incidendo sulla legittimazione della cessionaria a riproporre la stessa domanda.

  • art. 1362 e 1363 cod. civ.

    Norme sull'interpretazione della domanda e dell'atto: Mayrig richiamava tali disposizioni per sostenere coincidenza della causa petendi; la Corte ha ritenuto che la contestazione riguardasse valutazioni interpretative non sanabili in sede di revocazione per errore di fatto.

  • art. 233 n. 2 legge fallimentare (L.F.)

    Riferimento alla fattispecie della ricettazione prefallimentare invocata dalla ricorrente: la Corte ha ritenuto che tale profilo non risultasse posto nella domanda originaria di Car Comauto nel momento in cui fu introdotto il giudizio, e dunque non poteva essere riproposto dalla cessionaria come identico titolo di domanda.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato a carico della ricorrente.

Massime di principio

  • La revocazione per errore di fatto (art. 391-bis) richiede un errore evidente, decisivo e immediatamente desumibile dagli atti del giudizio di cassazione; non è ammessa per semplici contestazioni interpretative o di valutazione.
  • In un ricorso per cassazione è obbligatorio indicare specificamente gli atti su cui si fondano i motivi (art. 366, n. 6). Tale omissione rende il ricorso inammissibile e non può essere sanata con memorie depositate successivamente.
  • Per dimostrare la coincidenza della causa petendi tra due atti processuali è necessario dare conto puntuale del contenuto e della sede di produzione degli atti stessi nel ricorso di cassazione; la mera trascrizione in memorie non sostituisce l'onere di specificazione nel ricorso.
  • Se la decisione di cassazione poggia su più autonome ratio decidendi, la revocazione rispetto a una sola di esse può risultare non decisiva: occorre che l'errore denunciato, se eliminato, avrebbe cambiato l'esito complessivo della pronuncia.
  • Le questioni attinenti alla qualificazione giuridica di fatti (es. configurabilità della ricettazione prefallimentare) devono risultare chiaramente poste nella domanda originaria per poter essere riproposte dalla cessionaria; diversamente può venire meno la legittimazione sostanziale a far valere il titolo.

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