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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1174/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Procedimento disciplinare per avere rogato un testamento pubblico contenente la designazione dello stesso notaio quale esecutore testamentario con previsione di un compenso pari all'1% dell'attivo ereditario; contestata violazione dell'art. 28, co.1, n.3 della legge notarile (divieto di ricevere atti che contengano disposizioni che interessino il notaio o i suoi congiunti) e richiamata anche la normativa civile relativa alle disposizioni a favore del notaio (art. 597 c.c.).

La decisione

La COREDI Lombardia aveva ritenuto sussistente la violazione dell'art. 28 co.1, n.3 e comminato una sanzione pecuniaria di €10.000, con attenuanti. Il reclamo del notaio presso la Corte d'Appello di Milano è stato respinto con ordinanza del 3 marzo 2021. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del notaio, confermando che la designazione del notaio come esecutore testamentario con compenso integra un interesse idoneo a ledere la terzietà e giustifica l'obbligo di astensione e la rilevanza disciplinare della condotta; ha pertanto confermato il rigetto del ricorso, condannando il ricorrente alle spese (liquidate in complessivi €4.700,00) e agli ulteriori oneri processuali.

Norme richiamate

  • Legge notarile, art. 28 co. 1 n. 3

    se contengano disposizioni che interessino lui stesso, la moglie sua, o alcuno de' suoi parenti od affini nei gradi anzidetti, o persone delle quali egli sia procuratore per l'atto da stipularsi, salvo che la disposizione si trovi in testamento segreto non scritto dal notaro, o da persona in questo numero menzionata, ed a lui consegnato sigillato dal testatore

    La Corte interpreta la norma in senso ampio: l'interesse che impedisce al notaio di ricevere l'atto va valutato ex ante e comprende interessi materiali, morali, potenziali o anche solo collegati a situazioni esterne all'atto. Non è necessario che la disposizione costituisca un vantaggio economico formale (eredità o legato): anche la designazione quale esecutore testamentario con compenso rientra nella nozione di "disposizione che interessi" il notaio e può integrare responsabilità disciplinare.

  • Codice civile, art. 597 c.c.

    La Corte distingue la nullità prevista dall'art. 597 (disposizioni testamentarie a favore del notaio) dalla sfera disciplinare: la designazione a esecutore testamentario non è automaticamente una disposizione a favore ai sensi di art. 597, ma ciò non esclude la rilevanza disciplinare ai fini dell'art. 28 n.3 della legge notarile.

  • Legge n. 147/2013 (commi 63-67)

    La norma che attribuisce al notaio compiti quali il deposito del prezzo non è equiparabile al caso dell'incarico di esecutore testamentario retribuito; la legge stessa individua specificamente l'affidamento di quei compiti al notaio e non determina un interesse vietato, diversamente dall'incarico testamentario futuro e retribuito.

  • Codice civile, art. 1394 c.c.

    La Corte chiarisce che il divieto di cui all'art. 28 n.3 non coincide con la nozione codicistica di conflitto di interessi ex art. 1394: la norma notarile impone una valutazione ex ante della potenziale lesione della terzietà, indipendente dall'esistenza di un conflitto formale tra interessi delle parti.

  • D.P.R. n. 115/2002 art. 13 (comma 1-quater) introdotto dalla legge n. 228/2012

    Norma procedurale che consente, in caso di rigetto del ricorso, di irrogare l'obbligo del versamento di un ulteriore contributo unificato; applicata nel dispositivo per effetto del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • La valutazione della sussistenza dell'interesse del notaio va fatta ex ante: si considera anche la mera potenzialità o pericolosità che l'atto possa soddisfare un interesse del notaio o dei suoi stretti congiunti.
  • Non è necessario che la disposizione testamentaria costituisca formalmente un legato o un'eredità a favore del notaio perché scatti il divieto disciplinare: anche la nomina a esecutore testamentario con previsione di compenso integra un "interesse" rilevante ai sensi dell'art. 28 n.3.
  • La presenza di un compenso, anche proporzionale e anche se non determinabile con precisione, aumenta la pericolosità dell'interesse e rafforza l'obbligo di astensione; la proporzionalità del compenso non elimina automaticamente la rilevanza disciplinare.
  • È possibile che un atto non sia civilmente nullo (art. 597/598 c.c.) e tuttavia integri responsabilità disciplinare per violazione della legge notarile: la sfera della nullità e quella disciplinare sono distinte e coordinate.
  • Le attività legittimamente affidate al notaio dalla legge (es. deposito del prezzo) sono concettualmente diverse dall'essere nominato in futuro esecutore testamentario con remunerazione autonoma; la prima non implica automatica violazione dell'obbligo di terzietà, la seconda può implicarla.
  • Per evitare il rischio disciplinare, il notaio dovrebbe astenersi dal rogare testamenti nei quali sia nominato (direttamente o indirettamente) come soggetto a vantaggio o cui siano attribuiti incarichi futuri retribuiti; in alternativa, suggerire al disponente modalità che escludano la ragione di sospetto (es. uso di altro notaio o testamento segreto non scritto dal notaio).
  • L'obbligo di astensione serve a preservare l'immagine di terzietà anche dal semplice sospetto: il criterio è preventivo e non richiede la prova di un danno concreto ai terzi.
  • Se il notaio accetta in un momento successivo la qualità di esecutore testamentario, ciò non elimina l'irregolarità della condotta se la sua partecipazione alla redazione/rogazione del testamento ha creato la potenziale compromissione della sua imparzialità.

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