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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3321/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto reclamo avverso il decreto del Magistrato di Sorveglianza che, in data 20/12/2022, aveva respinto la richiesta di permesso premio ex art. 30‑ter ord. pen.. Il Tribunale di Sorveglianza, con ordinanza del 04/04/2023, ha dichiarato il reclamo inammissibile ritenendo che il reclamo non contenesse censure puntuali e specifiche alla motivazione del provvedimento (che, tra l'altro, aveva richiesto un aggiornamento della valutazione trattamentale, dato l'ultimo ciclo di osservazione risalente al 2018). Il ricorrente, tramite difensore, ha censurato la decisione per vizio di motivazione e violazione di legge (art. 30‑ter ord. pen., art. 3 CEDU, art. 27 Cost.), sostenendo che il diniego fosse ingiustificato e contrastante con la finalità rieducativa.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale di Sorveglianza sull'ammissibilità del reclamo: ai sensi dell'art. 581 cod. proc. pen. il reclamo deve contenere una critica puntuale e specifica del provvedimento impugnato, con le ragioni di diritto e gli elementi di fatto a sostegno. Nel caso di specie il reclamo si è limitato a lamentare la mancata concessione del permesso per il periodo di pena già scontato e per la necessità di incontrare i familiari, senza confrontarsi con la motivazione del Magistrato; pertanto è stato ritenuto generico. Per effetto del rigetto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 30‑ter ord. pen.

    Norma di riferimento per la concessione dei permessi premio. Il provvedimento amministrativo (magistrato di sorveglianza) ha valutato negativamente la richiesta in mancanza di un aggiornamento della valutazione trattamentale; la Corte ha ritenuto che tale motivazione sia stata adeguata e non viziata.

  • art. 581 cod. proc. pen. (reclamo)

    La Corte ha applicato l'art. 581 c.p.p. nella parte in cui richiede che l'atto di impugnazione (reclamo) contenga una critica puntuale e specifica del provvedimento impugnato, indicando ragioni di diritto e elementi di fatto: l'assenza di tali specifiche giustifica la dichiarazione di inammissibilità per genericità.

  • art. 3 CEDU

    Invocato dal ricorrente (divieto di trattamenti inumani o degradanti) ma non ritenuto efficace a giustificare il reclamo in assenza di un confronto specifico con la motivazione del diniego del permesso.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in termini generali (finalità rieducativa della pena); la Corte non ha ritenuto che l'invocazione generica di tale principio, senza critiche puntuali al provvedimento motivato, fosse sufficiente a superare l'inammissibilità del reclamo.

Massime di principio

  • Un reclamo avverso provvedimenti in materia di permessi premio deve contenere critiche puntuali e specifiche alla motivazione del provvedimento impugnato: mere affermazioni generiche (es. "ho già scontato molto" o "devo incontrare la famiglia") sono insufficienti.
  • Se il diniego è fondato su una mancata o datata valutazione trattamentale, il richiedente deve procurarsi e allegare elementi che dimostrino il cambiamento della situazione (es. aggiornamento del servizio trattamentale, relazioni cliniche/psicologiche, programmi di trattamento svolti).
  • L'invocazione di principi costituzionali o convenzionali (es. art. 27 Cost., art. 3 CEDU) non basta se non collegata a una critica specifica della motivazione: occorre mostrare come il provvedimento violi concretamente tali norme.
  • La verifica di ammissibilità di un reclamo è formale e sostanziale: il giudice valuterà se l'atto introduttivo espone ragioni di fatto e di diritto tali da permettere il sindacato del provvedimento impugnato.
  • Per aumentare le probabilità di successo, il difensore dovrebbe nella memoria di reclamo e in udienza: indicare i passaggi motivazionali del provvedimento contestato, confutarli punto per punto, produrre prove aggiornate sul percorso trattamentale e argomentare specificamente la violazione delle norme richiamate.

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