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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19398/2023 del 08/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 09/11/2022 che aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della continuazione in executivis tra più sentenze e decreti penali di condanna per vendita di merce contraffatta. Il ricorrente sosteneva che le merci erano state approvvigionate in una sola occasione e quindi i reati erano della stessa indole ai fini dell'art. 172 c.p.; lamentava altresì vizi di motivazione e sollevava un'eccezione di incostituzionalità dell'art. 172 c.p. in riferimento ai principi di uguaglianza e ragionevolezza.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte di appello aveva correttamente rilevato l'assenza, nelle sentenze e nei decreti di condanna, di elementi che dimostrassero l'approvvigionamento del materiale contraffatto 'in una sola occasione dedicata all'approvvigionamento', come richiesto dalla precedente pronuncia di annullamento. La Corte ha altresì ricordato il principio secondo cui, in sede esecutiva, non possono essere valutati elementi di fatto non emersi nelle sentenze di merito. L'eccezione di incostituzionalità dell'art. 172 c.p. è stata dichiarata inammissibile per genericità in quanto il ricorso non ha fornito dati temporali necessari per verificare l'eventuale estinzione della pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. pen.

    Richiamata dal ricorrente in relazione alla disciplina del reato continuato; la Corte ha ritenuto che le doglianze non dimostrassero che la Corte di appello avesse trascurato elementi decisivi emergenti dalle sentenze di merito

  • art. 172 cod. pen., ultima comma (reato continuato)

    Norma sostanziale sul reato continuato: il ricorrente invocava il suo applicazione per evitare l'estinzione della pena; la Corte ha considerato l'eccezione di incostituzionalità generica e non verificabile senza dati temporali sulle esecuzioni delle pene

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limitazione formale del ricorso per cassazione: il ricorso è stato articolato nei limiti di tale disposizione

  • Principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza (art. 3 Cost.)

    Richiamati dal ricorrente per censurare l'art. 172 c.p.; la Corte ha ritenuto l'eccezione generica e priva dei dati necessari per valutarne la rilevanza

Massime di principio

  • In sede esecutiva per riconoscere la continuazione non è possibile fondarsi su elementi di fatto che non risultano già accertati nelle sentenze di merito; la verifica deve limitarsi a quanto emerge dai provvedimenti irrevocabili.
  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione tra condanne per delitti a carattere ripetuto (es. commercio di merce contraffatta) è necessario che le sentenze contengano elementi che indichino un unico approvvigionamento o un vincolo unitario tra le condotte; la mera omogeneità del tipo di reato non è sufficiente.
  • La richiesta di riconoscimento parziale della continuazione tra alcuni provvedimenti deve essere motivata con precisione, indicando quali sentenze siano coinvolte e perché sussista il vincolo di continuità.
  • Le eccezioni di incostituzionalità devono essere formulate con specificità fattuale e temporale (es. date di esecuzione e di compimento delle pene) per permettere alla Corte di verificare l'eventuale applicabilità della fattispecie estintiva o altre conseguenze giuridiche.
  • Onere probatorio a carico della difesa in sede esecutiva: se si sostiene l'esistenza di un unico approvvigionamento o di una connessione unitaria, occorre che ciò emerga chiaramente dai provvedimenti di merito o essere dimostrato nella fase di merito, non in sede esecutiva.
  • I ricorsi vaghi o generici, che non consentono alla Corte di effettuare gli accertamenti richiesti per la decisione, sono destinati all'inammissibilità o al rigetto.

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