Ordinanza n. 6656/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva deciso sull'impugnazione dell'ordinanza sanitaria di abbattimento integrale dei dodici bovini dell'allevamento
Esito
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio relativa all'ordinanza della A.S.L. Roma 4 che aveva disposto l'abbattimento integrale di tutti i bovini presenti nell'allevamento, sulla base della positività al Mycobacterium bovis e dell'urgenza sanitaria, dopo precedenti casi di tubercolosi bovina trattati con profilassi selettiva. Ha dedotto, tra l'altro, la falsa applicazione dei criteri previsti dall'Appendice dell'Allegato 2 al D.M. 2 maggio 2024, sostenendo che la loro ricorrenza non imponesse automaticamente l'abbattimento totale e che l'amministrazione dovesse dimostrare, in concreto, l'impraticabilità di misure diverse, graduali e proporzionate. Ha inoltre lamentato l'omessa considerazione della ridotta incidenza dell'infezione dopo le misure adottate nell'azienda, evidenziando che agli ultimi esami intradermici del gennaio 2026 era risultato positivo un solo capo, poi destinatario di un distinto provvedimento di abbattimento. Il Consiglio di Stato aveva già sospeso cautelarmente l'abbattimento totale, rilevando il carattere irreversibile della misura e prescrivendo l'adozione di misure di biosicurezza e compartimentazione degli animali.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell'appello e ha disposto una verificazione tecnica, riservando ogni profilo di rito, merito e spese. È stata designata quale organo verificatore l'Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di medicina veterinaria, che dovrà individuare un esperto e depositare la relazione entro 120 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. La verificazione dovrà ricostruire eziopatogenesi ed epidemiologia della tubercolosi bovina e i rischi zoonotici; accertare il tasso di incidenza del Mycobacterium bovis mediante esami intradermici, sierologici e/o molecolari, illustrandone differenze tecniche e affidabilità; verificare la sussistenza dei presupposti per lo stamping out secondo il D.M. 2 maggio 2024; e indicare eventuali misure alternative di eradicazione del rischio, considerando il contesto geomorfologico della Valle del Sorbo. È stato posto provvisoriamente a carico dell'appellante un anticipo di 1.000 euro per spese e compenso del verificatore. L'udienza pubblica per la discussione del merito è stata fissata all'11 marzo 2027.
Norme richiamate
Costituiscono la base processuale per la disposizione degli incombenti istruttori e della verificazione.
D.M. 2 maggio 2024, Allegato 2, Appendice 2A, punto 1, lettere da A) ad H)
I criteri richiamati devono essere verificati, in concreto, ai fini dell'accertamento dei presupposti per il ricorso alla misura dello stamping out.
art. 71 d.P.R. n. 115 del 2002
cento giorni dal deposito della relazione di verificazione, ove la nota per compenso e spese non sia depositata contestualmente a detta relazione
Disciplina il termine per la presentazione della nota relativa al compenso e alle spese del verificatore.
Massime di principio
- Quando la decisione su un provvedimento sanitario di abbattimento integrale di animali dipende da accertamenti specialistici sull'incidenza dell'agente patogeno, sull'affidabilità delle metodiche diagnostiche e sui rischi zoonotici, il giudice amministrativo può disporre una verificazione tecnica prima di definire il merito.
- La ricorrenza dei criteri tecnici previsti dalla disciplina veterinaria per lo stamping out deve essere verificata in concreto e non può essere valutata senza considerare l'incidenza effettiva dell'infezione, le caratteristiche dell'allevamento, il contesto territoriale e la praticabilità di misure alternative di eradicazione del rischio.
- In presenza di una misura sanitaria irreversibile che comporta l'abbattimento integrale del patrimonio zootecnico, la tutela cautelare può essere accordata per evitare l'esaurimento dell'oggetto della controversia, subordinandola all'adozione di misure di biosicurezza idonee a contenere il rischio per la salute umana e animale.
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