Sentenza n. 8529/2026 - Roma, Sezione 2Q
per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 157 del 13.05.2024 (P.E. 183/2009 – Abus. 4165), notificata al ricorrente il 15.07.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione dell'intero edificio residenziale abusivo, adottata ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione n. 157 del 13 maggio 2024, relativa a un edificio composto da due piani realizzato senza permesso di costruire e senza le prescritte autorizzazioni paesaggistica e sismica, già oggetto di precedenti ingiunzioni di demolizione. Con il primo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 27 e 31 d.P.R. 380/2001, sostenendo che, poiché l'immobile insisteva su un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, il Comune avrebbe dovuto applicare la procedura speciale dell'art. 27, comma 2, anziché quella dell'art. 31. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, lamentando la mancata indicazione, nell'ordine di demolizione, dell'area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale in caso di inottemperanza.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. Quanto al primo motivo, il TAR ha affermato che, in presenza di un'opera abusiva, il Comune ha il dovere di esercitare i poteri di vigilanza e di ordinare il ripristino dello stato dei luoghi; la demolizione è una sanzione doverosa e vincolata. Anche in area sottoposta a vincolo paesaggistico, gli artt. 27, comma 2, e 31 d.P.R. 380/2001 non si escludono reciprocamente: il Comune può procedere direttamente alla demolizione ai sensi dell'art. 27, comma 2, oppure ingiungere al responsabile dell'abuso di demolire entro il termine previsto dall'art. 31, riservandosi la demolizione d'ufficio in caso di inottemperanza. Non sussiste quindi un obbligo di utilizzare necessariamente la procedura dell'art. 27, comma 2. Nel caso concreto, l'ordinanza aveva assegnato il termine di 90 giorni e aveva previsto, in caso di mancata ottemperanza, l'applicazione dell'art. 31, comma 3, risultando inoltre coerente con precedenti ingiunzioni relative al medesimo fabbricato. Quanto al secondo motivo, il TAR ha escluso che l'ordine di demolizione debba necessariamente individuare già in tale atto l'area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale. Tale individuazione deve essere compiuta nell'eventuale successivo atto di accertamento dell'inottemperanza, poiché l'acquisizione è eventuale e successiva all'ingiunzione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di euro 2.000,00, oltre oneri di legge, in favore del Comune per le spese di lite.
Norme richiamate
In presenza di un’opera abusiva il Comune ha sempre e comunque l’obbligo di provvedere alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi.
L'art. 27, comma 1, configura un potere-dovere generale di vigilanza e repressione dell'attività edilizia abusiva. Il comma 2 consente, nelle aree sottoposte a vincoli, la demolizione diretta, ma non impone necessariamente l'utilizzo di tale procedura.
Il Comune può ... ordinare che a ciò provveda il responsabile dell’abuso secondo la disciplina dettata dal successivo art. 31.
La procedura di ingiunzione alla demolizione, con assegnazione di un termine per l'ottemperanza e successiva demolizione d'ufficio in caso di inerzia, è utilizzabile anche per opere abusive situate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico.
art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001
La determinazione dell’area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale per il caso della mancata esecuzione spontanea dell’ordine di demolizione deve essere effettuata ... nell’atto di accertamento dell’inottemperanza.
L'individuazione dell'area da acquisire non costituisce elemento essenziale dell'ordine di demolizione; deve essere effettuata nell'eventuale successivo accertamento dell'inottemperanza.
Realizzato in assenza di permesso di costruire ai sensi dell’art. 10 d.P.R. n. 380/2001.
La realizzazione dell'edificio senza permesso di costruire conferma il presupposto dell'illecito edilizio sanzionato con la demolizione.
Area gravata da un vincolo di tutela paesaggistica.
La presenza del vincolo paesaggistico consente l'esercizio della demolizione diretta ai sensi dell'art. 27, comma 2, ma non esclude la possibilità di adottare l'ingiunzione demolitoria prevista dall'art. 31.
Massime di principio
- Gli artt. 27 e 31 d.P.R. 380/2001 attribuiscono al Comune poteri concorrenti e non alternativamente obbligati: anche per opere abusive situate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, l'amministrazione può scegliere tra la demolizione diretta ai sensi dell'art. 27, comma 2, e l'ingiunzione al responsabile dell'abuso ai sensi dell'art. 31, con assegnazione del termine per l'ottemperanza e successiva demolizione d'ufficio in caso di inerzia.
- L'ordine di demolizione di un'opera abusiva costituisce esercizio di un potere vincolato e doveroso di vigilanza e repressione dell'abusivismo edilizio; non richiede, in quanto tale, una specifica ponderazione discrezionale degli interessi o una motivazione ulteriore rispetto all'accertamento dell'abuso.
- L'individuazione dell'area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale non è elemento essenziale dell'ordine di demolizione: essa deve essere effettuata nell'eventuale successivo atto di accertamento dell'inottemperanza, poiché l'acquisizione consegue solo alla mancata esecuzione spontanea dell'ordine.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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