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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19911/2022 del 20/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della responsabilità per tentata rapina pluriaggravata (tutti e quattro) e, per Cavaliere e Pisciotta, anche per un episodio di ricettazione. Le censure principali: 1) i fatti contestati si sarebbero fermati agli atti preparatori e non avrebbero superato la soglia del tentativo punibile (contestazione che si fonda su intercettazioni e su elementi quali l'assenza di un segnale concordato di inizio e il comportamento di Ferrara); 2) ricorso all'istituto del reato impossibile (perché la persona offesa quel giorno non avrebbe seguito il percorso abituale); 3) contestazione della mancata qualificazione come desistenza volontaria, in particolare per Ferrara che avrebbe rinunciato spontaneamente; 4) difficoltà a dimostrare il dolo (anche eventuale) per la ricettazione e richiesta di esclusione o verifica delle aggravanti; 5) domande relative alla corretta applicazione degli articoli sul tentativo, sulla ricettazione e sulle aggravanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericità e per il fatto che non mettevano in luce vizi di legittimità contro la motivazione esaustiva della Corte d'appello. Ha confermato la correttezza della valutazione di merito secondo cui gli indagati avevano superato la soglia degli atti meramente preparatori (sopralluoghi, ruoli concordati, posizionamento, presenza di un'arma nell'autovettura) e che l'intervento della forza pubblica aveva interrotto una fase esecutiva imminente. Ha ritenuto infondate le censure sul reato impossibile (la mancanza dell'oggetto era temporanea/accidentale) e sulla desistenza (la rinuncia collegata a circostanze esterne non configura desistenza volontaria; in concorso serve un quid pluris per neutralizzare il contributo). Ha inoltre ritenuto ammissibile l'addebito di ricettazione anche a titolo di dolo eventuale. Per l'inammissibilità dei ricorsi i ricorrenti sono stati condannati alle spese e al versamento di euro 3000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    La Corte ha applicato il principio secondo cui il tentativo è configurabile quando gli atti, anche inizialmente preparatori, siano idonei e diretti in modo non equivoco alla consumazione del reato; qui sono stati ritenuti atti esecutivi e non meri preparativi.

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    La rapina, sebbene non consumata, è stata ritenuta tentata e pluriaggravata in relazione all'uso dell'arma, alla pianificazione e alla partecipazione di più persone.

  • art. 49 cod. pen.

    Richiamato in relazione al reato impossibile: la Corte ha interpretato che il reato impossibile opera solo quando l'oggetto del reato è inesistente in modo originario e assoluto; casi di mancanza temporanea o accidentale non rientrano nell'impossibilità assoluta.

  • art. 115 cod. pen.

    Richiamato nella censura difensiva in tema di concorso e responsabilità collettiva; la Corte ha valutato che il contributo collettivo era già idoneo alla realizzazione del delitto e che la mera astensione non comportava desistenza.

  • art. 43 cod. pen. (dolo e colpa)

    La Corte ha osservato che per la ricettazione può sussistere il dolo eventuale quando l'agente accetti consapevolmente il rischio della provenienza illecita; pertanto l'addebito a titolo di dolo eventuale è compatibile con la fattispecie.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura difensiva relativa alla mancata valutazione di proscioglimento per insussistenza del fatto; la Corte di legittimità ha ritenuto le censure generiche e non fondate.

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivi di ricorso in Cassazione)

    La sentenza fa riferimento ai limiti dell'art. 606 c.p.p.: in Cassazione non è consentito sollevare valutazioni alternative dei fatti senza indicare vizi di diritto e senza confrontarsi con la motivazione del giudice di merito; i ricorsi generici sono inammissibili.

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    Riferito implicitamente per il reato di ricettazione attribuito a Cavaliere e Pisciotta: la Corte ha confermato che la ricettazione può essere imputata anche a titolo di dolo eventuale quando l'agente accetti il rischio della provenienza illecita.

Massime di principio

  • Per distinguere atti preparatori dal tentativo punibile si valuta se gli atti siano inequivocamente diretti alla consumazione del reato: sopralluoghi, ruoli assegnati, posizionamento strategico e disponibilità di un'arma possono far ritenere superata la soglia degli atti preparatori.
  • Il reato impossibile si applica solo se l'oggetto materiale del reato è inesistente in modo originario e assoluto; l'assenza temporanea dell'oggetto per cause accidentali non esclude il tentativo.
  • La desistenza volontaria esclude la punibilità solo se la rinuncia è spontanea e comporta l'eliminazione del contributo già fornito alla azione collettiva; nel reato in concorso occorre un 'quid pluris' (attivo) per neutralizzare gli effetti già prodotti.
  • In caso di ricettazione, il dolo eventuale è configurabile quando l'agente accetti consapevolmente il rischio che la cosa provenga da un reato; una semplice negligenza non è sufficiente per il reato contravvenzionale dell'acquisto di cose di sospetta provenienza.
  • In Cassazione le censure devono essere specifiche e attinenti a vizi di diritto o di motivazione formale: non è ammesso riproporre in forma generica una rivalutazione dei fatti; l'art. 606 c.p.p. limita il sindacato sulla valutazione probatoria.

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