Cassazione Penale, Sentenza n. 21936/2023 del 22/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Rossi ha impugnato la sentenza di appello per molteplici censure: (i) errore di diritto perchè l'art. 3 L. 9/12/1941 n. 1383 punirebbe solo il militare colluso e non l'estraneo, per cui non sarebbe applicabile l'art. 110 c.p.; (ii) assorbimento dell'accusa per la assoluzione, con sentenza passata in giudicato, del maresciallo Schiavone avrebbe dovuto comportare la sua assoluzione; (iii) violazione del principio di correlazione perché in imputazione non era contestata la qualifica di "determinatore"; (iv) introduzione di un fatto nuovo (occultamento delle capogruppo lussemburghesi) non contestato in sede di imputazione; (v) inutilizzabilità delle intercettazioni acquisite in altro procedimento; (vi) illegittima acquisizione e utilizzazione di atti del fascicolo relativo al patteggiamento del maresciallo Cecchini e di annotazioni di PG anteriori al 25/01/2013; (vii-viii) doglianze sulla valutazione probatoria delle intercettazioni e sulla loro presunta prova di innocenza; (ix) contestazione che l'art. 3 punisca solo intese finalizzate alla frode e che le conversazioni non dimostrerebbero la collusione; (x-xi) doglianze procedurali sul mancato riconoscimento della mancanza di danno e sul diniego di riapertura istruttoria per documentare lo scudo fiscale; (xii) censura sul trattamento sanzionatorio, con doglianza di incostituzionalità della pena prevista dal codice penale militare di pace e contestazione della illegittima applicazione di pene accessorie non previste.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi e confermato l'accertamento di responsabilità di Rossi per il reato di collusione (art. 3 L. 1383/1941) come concorso eventuale, ritenendo applicabile la responsabilità dell'estraneo quando la sua condotta ecceda la mera adesione e consista in istigazione o determinazione dei finanzieri. Sono state ritenute legittime l'utilizzabilità delle intercettazioni nei procedimenti connessi (identità del soggetto attivo e connessione tra procedimenti) e non è stata ravvisata inconciliabilità con il giudicato di proscioglimento di Schiavone. Alcuni motivi sono stati dichiarati inammissibili per carenza di specificità o interesse. Tuttavia la Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso in punto di pena accessoria: ha ritenuto illegittima l'applicazione, nel caso concreto, della pena accessoria prevista dall'art. 31 c.p. (interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione) perché l'art. 36 del codice penale militare di pace esclude l'applicazione dell'art. 31 ai reati militari; inoltre l'art. 3 L. 1383 rimanda alle pene accessorie del codice penale militare di pace (art. 219 c.p.m.p.), per cui la statuizione sulle pene accessorie del Tribunale/Corte d'appello è stata annullata senza rinvio. In sintesi: responsabilità e pena principale (1 anno e 6 mesi di reclusione, pena sospesa) confermate; pena accessoria annullata.
Norme richiamate
Legge 9 dicembre 1941, n. 1383, articolo 3
art. 3 L. 9/12/1941 n. 1383
La norma sanziona la collusione del militare della Guardia di Finanza; la Corte ha ritenuto che, pur non menzionando espressamente l'estraneo, possa essere fatto luogo a responsabilità dell'estraneo a titolo di concorso eventuale quando la sua condotta sia ulteriore rispetto alla mera adesione (ad es. istigazione o determinazione).
Applicato per qualificare la responsabilità per concorso eventuale dell'estraneo quando la sua condotta eccede la tipicità prevista dall'art. 3; la Corte ha ritenuto compatibile l'uso delle regole generali sul concorso eventuale.
Codice di Procedura Penale, articolo 238-bis
I giudicati penali acquisiti nel fascicolo ai sensi dell'art. 238-bis possono essere utilizzati, ma la loro incidenza impedisce solo decisioni oggettivamente inconciliabili sui fatti storici; nel caso la sentenza assolutoria di Schiavone non risultava inconciliabile nei fatti con la ricostruzione della Corte d'appello.
Codice di Procedura Penale, articolo 270
Richiamato nella discussione sull'utilizzabilità delle intercettazioni acquisite in altro procedimento; la Corte ha ritenuto che la connessione tra procedimenti (art. 12 c.p.p.) e l'identità del soggetto attivo giustificassero l'utilizzo.
Codice di Procedura Penale, articolo 12, comma 1, lettera b
art. 12, comma 1, lett. b) c.p.p.
La connessione tra procedimenti è costituita anche dall'identità del soggetto attivo; questa connessione ha reso utilizzabili le intercettazioni disposte nel procedimento a quo.
Norma generale sulle pene accessorie (interdizione dai pubblici uffici o dalla professione); il Tribunale l'ha applicata come pena accessoria, ma la Cassazione ha ritenuto l'applicazione illegittima rispetto ai reati militari.
Codice Penale Militare di Pace, articolo 36
Stabilisce che, in caso di condanna per reati militari, non si applica l'art. 31 c.p.; la Corte ha richiamato questa norma per escludere l'applicazione della pena accessoria prevista dall'art. 31 nel caso concreto.
Codice Penale Militare di Pace, articolo 219
Indicata quale pena accessoria prevista dalla disciplina militare (rimozione) applicabile ai reati militari; la Corte ha ritenuto che le pene accessorie siano regolate dal codice penale militare di pace e non dall'art. 31 c.p.
Codice Penale, articolo 32-quinquies
Richiamato come esempio di pena accessoria speciale prevista per taluni casi (estinzione del rapporto di impiego se reclusione ≥ 3 anni); citato nella motivazione sulla diversa disciplina delle pene accessorie.
Massime di principio
- Nel delitto di collusione (art. 3 L. 1383/1941) l'estraneo non è automaticamente immune: può rispondere se la sua condotta supera la mera adesione e consiste in un apporto causale aggiuntivo (es. istigazione, determinazione), applicandosi il concorso eventuale.
- L'assoluzione di un coautore non implica automaticamente l'assoluzione degli altri; occorre verificare se vi sia inconciliabilità oggettiva sui fatti storici in modo tale da rendere impossibile la condanna degli altri.
- Intercettazioni disposte in un procedimento possono essere utilizzate in altro procedimento quando sussiste connessione rilevante (anche per identità del soggetto attivo); per impugnare l'utilizzabilità è necessario dimostrare la mancanza di connessione o vizi procedurali specifici.
- Per i reati militari occorre verificare la disciplina speciale sulle pene accessorie: non sono automaticamente applicabili le pene accessorie del codice penale (art. 31 c.p.) quando il codice penale militare di pace prevede norme diverse (art. 36 c.p.m.p. e art. 219 c.p.m.p.).
- In Cassazione le censure sull'inutilizzabilità o sull'acquisizione di atti sono spesso dichiarate inammissibili se il ricorrente non indica specificamente gli atti affetti da vizio e non spiega la loro incidenza decisiva sul compendio probatorio.
- La fattispecie di collusione è reato di pericolo/consumazione anticipata: non è necessario l'accertamento del danno all'erario per configurare il reato; rileva il dolo specifico di voler agevolare o indirizzare l'esito delle verifiche.
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