Cassazione Penale, Ordinanza n. 14067/2025 del 09/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La sentenza impugnata aveva confermato la responsabilità penale dell'imputato per tre capi di imputazione: capo A) reato ex art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159 del 2011; capo B) tentata rapina aggravata ex artt. 56 e 393 cod. pen.; capo C) evasione ex art. 385 cod. pen. Il ricorso per cassazione articolava due motivi. Con il primo motivo si censurava la mancata rubricazione della condotta del capo B come tentata rapina posta in essere mediante minaccia, oltre a dedurre la prescrizione del reato; con il secondo motivo si contestava il trattamento sanzionatorio, lamentando la valutazione della recidiva, il diniego delle attenuanti generiche e la quantificazione della pena. La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato nella parte relativa alla rubrica, richiamando la motivazione del giudice a quo, e ha escluso che la natura tentata del delitto di cui al capo B incidessse sulla disciplina della prescrizione, in particolare sul termine minimo di sei anni ex art. 157, primo comma, cod. pen. Quanto al secondo motivo, ha ritenuto le valutazioni su recidiva, attenuanti generiche e pena sorrette da adeguata e logica motivazione.
Norme richiamate
art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159 del 2011
Norma posta a base del capo A, confermata nei gradi di merito e non oggetto di specifica censura accolta in cassazione.
Richiamati per il capo B; la Corte ribadisce che la natura solo tentata del delitto non incide sulla disciplina della prescrizione ai fini del termine minimo applicabile.
Norma posta a base del capo C, confermata nei gradi di merito e non scalfita dal ricorso.
art. 157, primo comma, cod. pen.
Il termine minimo di sei anni per la prescrizione non è escluso dalla qualificazione del fatto come tentativo.
Massime di principio
- La mancata specifica rubricazione di un fatto può essere ritenuta irrilevante quando la motivazione del giudice di merito abbia già chiarito in modo coerente la qualificazione giuridica della condotta.
- La natura tentata del delitto non elimina, di per sé, la disciplina ordinaria della prescrizione se la legge prevede un termine minimo comunque applicabile al reato contestato.
- Le censure relative a recidiva, attenuanti generiche e dosimetria della pena sono inammissibili in cassazione quando si risolvano in una richiesta di rivalutazione del merito a fronte di una motivazione congrua e logica del giudice di merito.
- Quando tutti i motivi di ricorso risultano manifestamente infondati o non consentono un sindacato di legittimità, la Corte può dichiarare l'inammissibilità del ricorso con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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