Cassazione Penale, Sentenza n. 43158/2024 del 27/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente, terzo interessato, impugna l'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo di un'autovettura ritenuta distratta dal patrimonio della fallita AB Immobiliare s.r.l. (già I.M.E. s.r.l.), nel procedimento contro Beneduce Ivan per bancarotta fraudolenta patrimoniale. Foscarin sostiene che il bene era uscito dal patrimonio della fallita già nel 2002 e che il veicolo, dopo vari passaggi, è stato acquistato da lui solo nel 2023; rileva la mancata valutazione critica da parte del giudice del riesame, contesta l'inidoneità motivazionale rispetto al fumus commissi delicti e deduce la legittimità dell'acquisto per possesso vale titolo. Inoltre lamenta che la documentazione prodotta in riesame (atti in lingua straniera) sia stata disattesa senza adeguata verifica.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Preliminarmente dichiara inefficace la rinuncia al ricorso sottoscritta solo dal difensore e non dal ricorrente o da procuratore speciale. Sul merito, ritiene infondate le censure: l'ordinanza impugnata contiene un apparato motivazionale articolato e coerente; il Tribunale del riesame ha ritenuto non provata la titolarità e la buona fede del Foscarin, osservando elementi di sospetto (polizza assicurativa con dati falsi, targa inesistente, mancata registrazione dei passaggi di proprietà) e ha valutato come inammissibile o non attendibile la documentazione prodotta in lingua straniera priva di traduzione. Ne consegue la conferma del sequestro preventivo. (Il provvedimento termina con "Rigetta il ricorso e condanna" ma il testo fornito è tronco e non specifica l'oggetto della condanna.)
Norme richiamate
Limita la cassazione sulle misure cautelari reali alla violazione di legge; non permette di trasformare qualunque vizio motivazionale in motivo di ricorso se non sussiste violazione di legge.
Richiede che la motivazione del provvedimento impugnato sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza per configurare il vizio rilevante in cassazione; nel caso presente il requisito non sussisteva.
Evocato dal ricorrente nella forma del principio "possesso vale titolo", ma il Tribunale ha implicitamente escluso la sua operatività dato l'assenza di registrazioni dei passaggi e gli elementi di sospetto che impedivano di riconoscere l'acquisto in buona fede.
Massime di principio
- La rinuncia a un ricorso deve essere manifestata dal ricorrente personalmente o da procuratore speciale: la sola firma dell'avvocato non è efficace.
- In materia di misure cautelari reali il sindacato di legittimità in Cassazione è limitato: è necessario dimostrare violazioni di legge o una motivazione del provvedimento totalmente carente dei minimi requisiti logici e di coerenza.
- La parte che produce documenti in lingua straniera in sede di riesame/decisione cautelare ha l'onere di produrre traduzione italiana; l'assenza di traduzione può rendere i documenti inattendibili o inammissibili.
- Per un terzo che contesta il sequestro preventivo di un bene distratto dalla massa fallimentare è essenziale provare in modo chiaro la titolarità e la buona fede nell'acquisto; elementi indiziari quali dati assicurativi falsi, targa inesistente e mancata registrazione dei trasferimenti indeboliscono fortemente la tesi difensiva.
- L'asserita distanza temporale tra la cessione originaria e l'acquisto successivo non elimina automaticamente la sussistenza del fumus commissi delicti se non è fornita una catena documentale certa e regolare degli atti di trasferimento.
Testo integrale
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