Sentenza n. 5578/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego di rilascio della concessione edilizia in sanatoria relativa a un’istanza di condono edilizio ex art. 39 l. 724/1994
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante contestava la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso contro il diniego di condono. Deduceva violazione e falsa applicazione dell’art. 39 l. 724/1994, delle norme edilizie e dell’art. 3 l. 241/1990, nonché difetto di motivazione e di istruttoria, travisamento dei fatti e carenza dei presupposti. Sosteneva che il Comune avesse erroneamente ritenuto acquisito un dissenso del proprietario dell’area, poiché avrebbe dovuto instaurare direttamente il contraddittorio con quest’ultimo e non pretendere dal richiedente l’acquisizione del consenso. Deduceva inoltre che il parere negativo della Commissione edilizia fosse un atto endoprocedimentale non immediatamente lesivo e che, pertanto, la perenzione del ricorso proposto contro tale parere fosse irrilevante. Con un ulteriore motivo lamentava violazione degli artt. 6 e 10-bis l. 241/1990, dell’art. 97 Cost. e dei principi di partecipazione, trasparenza e giusto procedimento, assumendo che il Comune non avesse completato l’istruttoria, non avesse considerato le osservazioni dell’interessato e avesse fondato il diniego anche su ragioni non previamente sottoposte al contraddittorio.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha rilevato che l’appellante non era proprietario dell’area, ma soltanto locatario, e che la domanda di condono può essere presentata anche da chi disponga legittimamente dell’area in forza di una relazione qualificata, anche obbligatoria, purché sussista il consenso, almeno implicito, del proprietario. Nel caso concreto, non solo mancava il consenso della proprietaria dell’area, ma risultava un suo espresso dissenso alla sanatoria. Tale dissenso era rilevante sia considerando l’eventuale acquisto dell’immobile per accessione, sia ipotizzando la proprietà superficiaria del manufatto, non costituibile senza il consenso del proprietario del suolo. Il diniego era comunque sorretto anche da un’autonoma ragione edilizia e paesaggistica: l’intervento non rispettava le prescrizioni del regolamento edilizio quanto alla copertura e alle sistemazioni esterne. L’appellante non aveva specificamente controdedotto a tali profili. È stata ritenuta irrilevante la questione relativa al carattere definitivo o endoprocedimentale del parere impugnato nel giudizio dichiarato perento, poiché il Comune aveva comunque motivatamente accertato l’incompatibilità dell’intervento con le norme edilizie e paesaggistiche. Quanto alle censure procedimentali, il Collegio ha osservato che il Comune aveva chiesto l’integrazione del nulla osta del proprietario del suolo, mai prodotta, e che tale documentazione era essenziale. In assenza del consenso necessario e in presenza di irregolarità edilizie non sanabili, il diniego costituiva atto dovuto e vincolato. Le spese del grado sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
La disposizione costituisce la base normativa dell’istanza di condono edilizio; la domanda proposta dal soggetto non proprietario dell’area richiede comunque il consenso del proprietario.
Il provvedimento di diniego è stato ritenuto adeguatamente motivato, anche in relazione al dissenso del proprietario e alle autonome irregolarità edilizie e paesaggistiche.
Il Comune ha assolto agli obblighi istruttori rilevanti chiedendo l’integrazione del nulla osta del proprietario; la mancata produzione della documentazione essenziale ha impedito il perfezionamento dell’istruttoria.
Le censure relative alla mancata comunicazione dei motivi ostativi non incidono sulla legittimità del diniego, fondato su ragioni ostative non superate dall’interessato.
In caso di accessione, il dissenso espresso dalla proprietaria dell’area sull’immobile abusivo preclude la possibilità di conseguire il condono.
L’eventuale proprietà superficiaria del manufatto non può costituirsi senza il consenso del proprietario del suolo; il diritto non può essere costituito invito domino.
art. 9 R.E.C. del Comune di Pontecagnano Faiano
La disciplina regolamentare relativa alle caratteristiche dell’intervento risultava violata quanto alla copertura del fabbricato.
art. 10 R.E.C. del Comune di Pontecagnano Faiano
La disciplina regolamentare risultava violata anche quanto alle sistemazioni esterne dell’area.
Massime di principio
- La domanda di condono edilizio può essere presentata dal soggetto che non sia proprietario dell’area quando egli disponga della stessa in forza di una relazione qualificata, anche di natura obbligatoria, ma il rilascio della sanatoria presuppone il consenso, almeno implicito, del proprietario del suolo.
- L’espresso dissenso del proprietario dell’area alla sanatoria impedisce il rilascio del condono richiesto dal soggetto non proprietario, anche quando questi deduca di essere proprietario del manufatto per accessione o in forza di un diritto di superficie.
- Il diniego di condono può essere legittimamente fondato su autonome ragioni ostative, sicché la contestazione della natura endoprocedimentale o della perenzione del giudizio contro uno specifico parere non è decisiva quando l’amministrazione abbia comunque accertato e motivato ulteriori irregolarità edilizie o paesaggistiche non superate dall’interessato.
- Quando manchi la documentazione essenziale richiesta dall’amministrazione, quale il nulla osta del proprietario del suolo, e risultino altresì irregolarità edilizie non sanabili, il diniego della sanatoria ha contenuto vincolato e non richiede una rinnovata valutazione discrezionale.
- La mancata produzione, da parte del richiedente, della documentazione necessaria a dimostrare il consenso del proprietario dell’area impedisce di imputare all’amministrazione un difetto di istruttoria o la mancata instaurazione del contraddittorio con il proprietario.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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