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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45577/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere per il reato di rapina aggravata (art. 628 c.p.). La difesa denunciava: 1) violazione del contraddittorio e difetto di trasmissione degli atti posti a fondamento del provvedimento (in particolare la relazione della polizia giudiziaria del 5.7.2018 e la relazione tecnica del 29.4.202[?]), con richiamo agli artt. 310 comma 5, 178 lett. c) e 181 c.p.p.; 2) vizio di motivazione e mancata considerazione delle prove difensive (tre consulenze tecniche, prova di alibi relativa alla presenza del ricorrente in Argentina, e una nuova consulenza tecnica disposta dal P.M.), nonche' censura sull'uso di riferimenti a una presunta sentenza di condanna in Francia, con richiamo agli artt. 11 Cost., 292 ss., 358 e 273 c.p.p.

La decisione

Il ricorso per cassazione e' stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. In udienza la difesa ha comunicato che la misura cautelare era stata revocata il 19 aprile 2022 per decorrenza dei termini massimi e che lo Stato italiano aveva rinunciato alla richiesta di estradizione; la Corte ha ritenuto che, essendo cessata l'efficacia della misura impugnata, veniva meno l'interesse dell'impugnante a proseguire il gravame. La Corte osserva che l'impugnazione libertatis presuppone la perdurante efficacia dell'ordinanza originaria e che essa resta ammissibile solo se il ricorrente dichiara e motiva di voler usare l'eventuale pronuncia favorevole per chiedere riparazione per ingiusta detenzione. Non sono state imposte spese o ammende essendo la causa dell'inammissibilita' sopravvenuta.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    reato contestato: rapina aggravata

    Indica la fattispecie di reato alla base della misura cautelare; utile per inquadrare l'accusa per la quale era stata disposta la custodia cautelare

  • art. 310 comma 5 c.p.p.

    Norma procedurale relativa alla comunicazione e trasmissione degli atti all'interessato. La difesa ha lamentato che atti rilevanti non sono stati messi a disposizione nel contraddittorio d'appello

  • art. 178 lett. c) c.p.p.

    Si riferisce alle garanzie del contraddittorio e alla possibilita' di prendere visione degli atti: la difesa ha dedotto violazione di queste garanzie

  • art. 181 c.p.p.

    Disciplina l'accesso agli atti nel corso del procedimento; la difesa ha sostenuto che il mancato accesso ha inciso sul diritto di difesa

  • art. 11 Cost.

    Richiamo costituzionale generale alla tutela dei diritti e alla ragionevole durata del processo; adombrato dalla difesa come parametro di valutazione della motivazione e dell'equilibrio del procedimento

  • artt. 292 ss. c.p.p.

    Riguardano gli atti del procedimento e le modalita' di acquisizione delle prove; la difesa ha invocato corretta applicazione nel valutare le prove e le consulenze tecniche

  • art. 358 e art. 273 c.p.p.

    Art. 358 riguarda l'attivita' del consulente tecnico e art. 273 l'onere probatorio; la difesa ha lamentato che le consulenze difensive non sono state adeguatamente valutate

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 49861 del 02/10/2018, Procopio, Rv. 274311-01)

    Principio secondo cui l'impugnazione libertatis diventa inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse se l'ordinanza cautelare e' stata annullata, salvo che il ricorrente dichiari di voler utilizzare la pronuncia per chiedere riparazione per ingiusta detenzione

Massime di principio

  • Un ricorso avente ad oggetto la revoca o sostituzione di una misura cautelare perde interesse qualora la misura sia stata revocata nel frattempo: il giudice puo' dichiarare l'inammissibilita' per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Per mantenere ammissibile un'impugnazione libertatis dopo la cessazione della misura, il ricorrente deve dichiarare e motivare di voler utilizzare la pronuncia favorevole ai fini di una futura richiesta di riparazione per ingiusta detenzione.
  • La mera censura sulla mancata acquisizione o visione di atti valutati nel provvedimento impugnato deve essere tempestivamente e specificamente documentata e correlata a un interesse processuale concreto; se la causa di interesse viene meno, la questione sostanziale non e' piu' decidibile nel merito.
  • La dichiarazione di inammissibilita' per sopravvenuta carenza di interesse non comporta automaticamente condanna alle spese o all'obbligo di pagamento di somme a favore della cassa delle ammende quando la causa e' sopravvenuta.
  • Se la difesa contesta l'uso di accertamenti tecnici o di prove identificative, e ritiene di essere stata privata del contraddittorio, e' fondamentale richiedere e documentare tempestivamente l'accesso agli atti e chiedere i provvedimenti idonei nel processo di merito per evitare che la controversia si estingua per sopravvenienze procedure

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