Cassazione Penale, Sentenza n. 49329/2022 del 28/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Bellini, ritenuto gravemente indiziato di concussione per avere, in qualità di ufficiale giudiziario, costretto il debitore esecutato Merotta Massimiliano a consegnargli denaro, beni (taniche di olio) e a sottoscrivere un mandato difensivo a favore della nipote dell'indagato. Il ricorso articola due motivi principali: (1) violazione di legge e vizio di valutazione per aver ritenuto inesistente una minaccia implicita e un danno ingiusto, nonché per non aver valutato correttamente conversazioni e registrazioni che proverebbero la coazione; (2) vizio di motivazione per omessa riqualificazione del fatto in termini di art. 319‑quater c.p. (induzione indebita a dare o promettere), sostenendo che la dazione dell'olio e il rifiuto di restituire il denaro dopo un accordo tra le parti dimostrerebbero l'elemento di induzione e la correlazione con atti d'ufficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i rilievi del Procuratore consistessero in una diversa lettura degli elementi di fatto e nella richiesta di rivalutazione della portata indiziaria e della qualificazione giuridica dei fatti, profili non sindacabili in sede di legittimità quando non emergano violazioni normative o manifesta illogicità della motivazione. La Corte ha ritenuto adeguata e coerente la motivazione del Tribunale del riesame che aveva escluso il requisito della minaccia per la concussione e non aveva ricondotto univocamente la dazione dell'olio a compimenti d'ufficio; inoltre ha considerato impropria la domanda di riqualificazione in Cassazione, che pretendeva un diverso accertamento fattuale. Di conseguenza il gravame è inammissibile e l'ordinanza impugnata resta confermata.
Norme richiamate
La Corte ha condiviso la valutazione del giudice di merito secondo cui non era configurabile il requisito della "minaccia" o della costrizione connessa all'abuso di potere richiesto dalla concussione; la mera "insistenza" non è sufficiente senza un elemento minatorio concreto e una correlazione certa con atti d'ufficio
art. 319‑quater c.p. (induzione indebita a dare o promettere)
Il ricorrente chiedeva la riqualificazione del fatto in questa fattispecie; la Corte ha ritenuto che tale riqualificazione richieda accertamenti di fatto che non è compito della Cassazione effettuare, e che la richiesta fosse esplorativa e basata su diversa valutazione probatoria
Richiamata in relazione ai "gravi indizi di colpevolezza": la Corte sottolinea che l'erronea valutazione degli indizi è sindacabile in Cassazione solo se si traduce in violazione di norme o in manifesta illogicità della motivazione
Richiamata in relazione alle esigenze cautelari: la valutazione circa la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione del reato) è rimessa al giudice di merito e la Cassazione non può rimettere in discussione tali apprezzamenti in assenza di vizi giuridici o di motivazione manifesta illogica
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è luogo per una nuova valutazione di merito: i ricorsi che si limitano a chiedere una diversa lettura degli elementi probatori sono inammissibili.
- Per reati come la concussione è necessario dimostrare l'elemento tipico della minaccia o della costrizione e la correlazione con atti d'ufficio; la semplice 'insistenza' o ottenere vantaggi non dimostra automaticamente la concussione.
- La dazione di beni o denaro è rilevante solo se è provata la connessione causale e teleologica con lo svolgimento di atti d'ufficio o con una forma di pressione riconducibile al ruolo pubblico dell'agente.
- La richiesta di riqualificazione giuridica (es. da concussione a 319‑quater) in sede di legittimità è ammissibile solo se fondata su elementi di diritto o su errori di qualificazione evidenti; non può sostituire l'accertamento fattuale proprio del giudice di merito.
- Chi impugna un provvedimento cautelare deve dimostrare vizi di legge o manifeste illogicità nella motivazione; basare il ricorso su interpretazioni alternative delle intercettazioni o delle registrazioni espone il ricorrente all'inammissibilità.
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