Cassazione Penale, Sentenza n. 49315/2022 del 28/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (procedimento per reato ex art. 256 lett. b) d.lgs. n. 152/2006). Il ricorrente deduceva: 1) mancata convalida del sequestro di iniziativa e mancata notificazione, rilevando di essere proprietario di tutte le quote e amministratore unico della DEM-ARM GRUP s.r.l.; 2) errore nella valutazione circa l'assenza di procura speciale del difensore, sostenendo che l'atto di nomina includeva la procura speciale e che il difensore era quindi legittimato a proporre il riesame anche per la società; 3) vizio di valutazione sulla sussistenza del fumus del reato alla luce degli elementi in atti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la decisione del Tribunale che aveva escluso la legittimazione del difensore a proporre il riesame per conto della società, perché la procura prodotta era rilasciata dal TALE in proprio e non in qualità di rappresentante della società proprietaria dei beni; inoltre, anche se la procura fosse stata valida per l'indagato, il ricorrente non era proprietario dei beni sequestrati (appartenevano alla società), e quindi non aveva l'interesse concreto e attuale alla restituzione necessario per proporre il riesame. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256 lett. b)
menzionata nel testo come titolo del reato oggetto del procedimento
indica il titolo normativo del reato ambientale a carico dell'indagato, nel contesto del sequestro preventivo dei beni implicati nel procedimento
Cass. Sez. 5, n. 2465 del 24/09/2018 (Berna)
principio secondo cui il difensore che agisca anche come legale rappresentante della società proprietaria del bene deve essere munito, al momento del deposito dell'impugnazione per conto dell'ente, di procura speciale; la mera nomina difensiva non è sufficiente
Cass. Sez. 5, n. 9435 del 10/11/2011 (Pambianchi)
conferma il principio che il difensore dell'indagato-legale rappresentante non è legittimato a proporre riesame per la società senza apposita procura speciale conferita per l'atto
Cass. Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019 (Firriolo)
principio consolidato che l'indagato non titolare del bene oggetto di sequestro ha legittimazione a proporre riesame solo se vanta un interesse concreto e attuale alla restituzione della cosa; in sua assenza manca la legittimazione
Massime di principio
- Per proporre un riesame avverso un sequestro preventivo a nome di una persona giuridica, il difensore deve essere munito di procura speciale espressa conferita per l'azione in nome dell'ente; la mera nomina difensiva non basta.
- Se la procura speciale è rilasciata dal soggetto indagato «in proprio» e non espressamente in qualità di rappresentante della società proprietaria dei beni, il difensore non è legittimato a proporre impugnazioni per la società.
- Un indagato che non sia proprietario dei beni sottoposti a sequestro ha legittimazione a impugnare solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla restituzione (es. titolo di proprietà o altro interesse patrimoniale rilevante); altrimenti l'impugnazione è inammissibile.
- In mancanza di procura valida o di interesse concreto alla restituzione, il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente può essere condannato alle spese e a somme a favore della Cassa delle Ammende.
- Prassi consigliata: prima di proporre il riesame verificare e allegare esplicitamente la procura speciale per agire in nome della società, documentare la titolarità dei beni o altro interesse concreto alla restituzione, e indicare chiaramente la capacità in cui si agisce (persona fisica o giuridica).
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