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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 30729/2023 del 06/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Genertel ha contestato l'esecuzione di un bonifico domiciliato disposto a favore di Domenico Palmieri che sarebbe stato riscosso da persona diversa, identificata con documento presumibilmente falso. Genertel ha dovuto pagare nuovamente il reale creditore e ha chiesto il rimborso a Poste Italiane per il duplicato pagamento, invocando anche per analogia la responsabilità prevista dall'art. 43 R.D. 1736/1933 (pagamento di assegno a persona diversa dal prenditore). Poste Italiane ha difeso di aver adempiuto con la dovuta diligenza verificando documento d'identità, codice fiscale e password.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Genertel. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo (anche perché, secondo la stessa ricorrente, l'applicazione dell'art. 43 legge assegni non avrebbe inciso sul regime di responsabilità), e ha confermato il principio secondo cui il bonifico domiciliato va inquadrato come delegazione di pagamento soggetta alle regole del mandato/obbligazione contrattuale. Sulla base degli accertamenti di merito (esibizione di documento di identità, coincidenza di codice fiscale e password, annotazione sulla quietanza, verifica tramite procedura informatica "Oracolo") il giudice d'appello ha correttamente ritenuto che Poste Italiane avesse dimostrato di aver adottato la diligenza professionale richiesta, escludendo la responsabilità. La Corte ha inoltre escluso l'obbligo generale di richiedere due documenti d'identità e ha ritenuto non necessaria la conservazione della copia del documento in assenza di prescrizione normativa, per bilanciare esigenze di identificazione e privacy. Spese compensate.

Norme richiamate

  • R.D. n. 1736 del 1933, art. 43, comma 2 (legge assegni)

    La Corte ha rilevato che la norma non introduce una responsabilità oggettiva assoluta della banca ma si inquadra nel regime contrattuale alla luce della giurisprudenza; l'applicazione analogica al bonifico domiciliato non sarebbe peraltro mutata nella sostanza il regime di responsabilità applicabile.

  • Art. 1176 c.c., comma 2

    Richiama la diligenza del professionista: il giudice ha valutato la condotta di Poste Italiane alla stregua della diligenza qualificata richiesta a un operatore professionale e ha ritenuto che le verifiche effettuate fossero conformi a tale standard.

  • Art. 1218 c.c.

    Regola l'onere della prova dell'adempimento o dell'assenza di imputabilità; la banca mandataria poteva liberarsi dalla responsabilità dimostrando di aver adempiuto correttamente o di aver agito con dovuta diligenza.

  • Art. 12 preleggi

    Invocato dalla ricorrente per analogia normativa; la Corte ha escluso la necessità di ricorrere per analogia alla disciplina degli assegni, ritenendo la fattispecie regolata dalle norme sul mandato e sulle obbligazioni.

  • D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 35

    Richiamato per la tipologia dei documenti di identificazione; la Corte ha rilevato che la clausola contrattuale che richiamava i "documenti di riconoscimento" non imponeva necessariamente la presentazione di due documenti.

  • Circolare ABI 7 maggio 2001

    È stata qualificata come raccomandazione non vincolante: non imponeva di per sé l'obbligo di richiedere due documenti di identità e non costituisce best practice precettiva in assenza di disposizione normativa.

  • Delibera del Garante per la protezione dei dati personali 27 ottobre 2005

    Rilevata in relazione alla conservazione di copie di documenti: la conservazione indiscriminata di copie non è ammessa salvo specifiche previsioni e necessità, per bilanciare privacy e finalità dell'accertamento.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Ricorrevano i presupposti per un ulteriore versamento da parte della ricorrente del contributo unificato previsto per il ricorso, se dovuto; richiamato ai fini processuali e contributivi.

Massime di principio

  • Il bonifico domiciliato va inquadrato come delegazione di pagamento/mandato e dunque soggiace al regime contrattuale e alle regole generali di adempimento e diligenza (art. 1218 e 1176 c.c.), non a una responsabilità oggettiva automatica.
  • L'onere probatorio grava sul delegato (banca/poste) che, per escludere la propria responsabilità, deve provare l'esatto adempimento ovvero di aver adottato la diligenza professionale richiesta; tale prova può fondarsi su elementi diversi dalla copia del documento, purché il giudice ritenga provata la verifica.
  • Di norma l'identificazione può avvenire tramite il controllo del documento d'identità esibito, integrato da altri elementi (es. codice fiscale, password/chiave fornita dall'ordinante); non esiste, in assenza di specifica clausola o norma, l'obbligo generale di richiedere due documenti.
  • Gli operatori dovrebbero adottare procedure di verifica documentale robuste (controlli informatici, riscontro dati, password/chiavi), e conservare prove compatibili con le norme sulla privacy quando la legge lo consente; la mancata conservazione della copia del documento non impedisce che il giudice riconosca l'avvenuta verifica sulla base di presunzioni e altri elementi probatori.
  • Le raccomandazioni e circolari (es. ABI) sono utili parametri di best practice ma non hanno carattere vincolante: il giudice valuta la conformità al modello di diligenza professionale sulla base delle prassi sociali e del diritto vivente.
  • In una controversia simile, chi dispone il bonifico dovrebbe inserire nella disposizione tutte le informazioni utili previste dalla piattaforma e conservare evidenze; chi esegue il pagamento (banca/poste) dovrebbe documentare le verifiche eseguite (procedura informatica, annotazioni sulla quietanza, log) per poter dimostrare l'adempimento o la diligenza adottata.

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