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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18697/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per truffa, censurando: 1) l'applicazione della circostanza aggravante della minorata difesa ex art. 61 n. 5 c.p., sostenendo che la motivazione fosse viziata in diritto; 2) il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dei benefici di legge ai fini della determinazione della pena, lamentando un vizio di violazione di legge sul trattamento sanzionatorio. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati, osservando che la sentenza impugnata aveva motivato in modo sufficiente e immune da vizi logici sia sulla configurabilità dell'aggravante, sia sulla congruità della pena, richiamando il profitto ingiusto, il danno patrimoniale e i precedenti penali dell'imputato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che il primo motivo era manifestamente infondato perché la minorata difesa era stata correttamente riconosciuta in una truffa commessa mediante vendita on line, contesto nel quale l'acquirente è in posizione di oggettivo svantaggio e la trattativa telematica rende difficoltosa la verifica del bene e l'identificazione del contraente. Anche il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché il giudice di merito aveva adeguatamente giustificato il diniego delle attenuanti generiche e dei benefici di legge, valorizzando l'entità del profitto e del danno e la personalità dell'imputato, gravato da due precedenti penali. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 61 n. 5 c.p.

    circostanza aggravante della minorata difesa

    È applicabile alla truffa commessa on line quando la modalità della condotta pone la vittima in una condizione di oggettivo svantaggio, per l'affidamento alle sole immagini e per la difficoltà di identificare il contraente.

  • art. 62-bis c.p.

    Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito lo motivi in relazione alla gravità del fatto, all'entità del profitto e del danno, e alla personalità dell'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La circostanza aggravante della minorata difesa può ricorrere nelle truffe realizzate tramite vendita on line quando le modalità telematiche riducono in concreto la possibilità della vittima di controllare il bene e di verificare l'identità del contraente, determinando una situazione di particolare vulnerabilità.
  • Ai fini della legittimità della motivazione sulla pena, è sufficiente che il giudice di merito dia conto, in modo non meramente apparente, dei criteri valorizzati per negare le attenuanti generiche e per modulare il trattamento sanzionatorio, come gravità del fatto, profitto conseguito, danno arrecato e precedenti dell'imputato.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi si risolvono in censure manifestamente infondate contro una motivazione di merito congrua e immune da vizi logici.
  • La vendita di beni on line può integrare un contesto idoneo a rafforzare l'offesa patrimoniale e a integrare la minorata difesa della persona offesa, in ragione della distanza fisica e della limitata verificabilità dell'offerta.

Come è indicizzato

MaterieTruffaCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
SottomaterieTruffa online
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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