Cassazione Penale, Sentenza n. 32708/2024 del 20/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Romano è stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere per il delitto di favoreggiamento (artt. 110, 378 c.p.) e per il contestato concorso con un'associazione di tipo mafioso (art. 416‑bis, comma 1 c.p.). Si contestava che avesse incaricato il proprio dipendente, Giorgio Bilangia, di recapitare urgentemente a Francesco Rea un marsupio contenente effetti personali e strumentazione medica utile alla fuga e che avesse poi reso dichiarazioni mendaci ai carabinieri sulle modalità e sul momento del rinvenimento del marsupio. In cassazione il difensore ha denunciato: (i) l'utilizzabilità delle sommarie informazioni rese da Romano nonostante che, dopo le dichiarazioni di Bilangia, sarebbero emersi indizi a suo carico e dunque sarebbe dovuto essere sentito come indagato (art. 63 c.p.p.); (ii) che la consegna del marsupio non si era concretamente realizzata essendo stati i carabinieri già in casa di Rea, sicché la condotta al più integrerebbe un tentativo; (iii) carenze motivazionali circa la consapevolezza dell'agente rispetto all'omicidio, rispetto all'intenzione di Rea di darsi alla fuga e rispetto all'idoneità degli atti a favorire l'associazione; (iv) carente motivazione sul pericolo di reiterazione e sulla necessità della misura cautelare.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo fondati i primi due motivi. Ha dichiarato l'inutilizzabilità delle sommarie informazioni rese da Romano perché, dopo le dichiarazioni indizianti di Bilangia, Romano avrebbe dovuto essere ascoltato con le garanzie previste per l'indagato (art. 63 c.p.p.). Inoltre la Corte ha ritenuto che non risulti dalla motivazione come la consegna del marsupio fosse oggettivamente idonea a consentire a Rea di sottrarsi alle indagini, anche alla luce del fatto che Rea era presente a casa durante la perquisizione; mancavano elementi utili a dimostrare la rappresentazione mentale e la volontà di agevolare concretamente la fuga. Per questi motivi la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale per il riesame del 09/04/2024 e l'ordinanza del G.I.P. del 19/03/2024, ha dichiarato cessata la misura della custodia cautelare e disposto l'immediata liberazione di Romano se non detenuto per altro.
Norme richiamate
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato: la contestazione includeva il concorso nell'azione criminosa fra più soggetti
Norma sul favoreggiamento personale: la Corte ricorda che si tratta di un reato di pericolo "a forma libera"; per la sua sussistenza occorre sia l'idoneità oggettiva dell'aiuto a sottrarre l'indagato alle ricerche sia la rappresentazione e la volontà dell'agente di fornire tale aiuto
art. 416‑bis, comma 1 cod. pen.
Aggravante per i delitti commessi al fine di agevolare un'associazione di tipo mafioso; la Corte richiama che l'aggravante presuppone la finalità di favorire l'associazione nel suo complesso e non soltanto interessi di singoli
Norma sulla sospensione delle sommarie informazioni e sulla veste del dichiarante: se, nel corso della testimonianza/sommarie informazioni, emergono indizi a carico del dichiarante, questi deve essere sentito con le garanzie dell'indagato; le dichiarazioni acquisite in violazione di tale principio sono inutilizzabili
Richiamato fra le norme processuali contestate (relativo alle garanzie procedurali), implicando profili di nullità o inutilizzabilità delle prove se le garanzie non sono rispettate
Citato tra le norme processuali contestate dal ricorrente (riguarda modalità e limiti dell'assunzione delle dichiarazioni), posto a supporto dell'argomento sulla inutilizzabilità delle sommarie informazioni
Richiamato fra le norme sul procedimento cautelare; pertinente alla valutazione della misura cautelare e delle relative motivazioni
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Citato in relazione alla sintesi dei motivi di impugnazione in cassazione (norma di coordinamento sulle forme del ricorso in Cassazione)
Massime di principio
- Se, nel corso delle sommarie informazioni, emergono indizi a carico del dichiarante, quest'ultimo deve essere sentito con le garanzie proprie della persona sottoposta a indagini (art. 63 c.p.p.); dichiarazioni acquisite in violazione di tale principio sono inutilizzabili.
- Il favoreggiamento è un reato di pericolo a forma libera: è necessario dimostrare sia l'idoneità oggettiva della condotta ad ostacolare le indagini sia la consapevolezza e la volontà dell'agente di fornire tale vantaggio. Mere omissioni di fatto o dichiarazioni non sufficientemente idonee a ritardare o fuorviare le indagini possono non integrare il reato.
- La prova dell'intento (dolo) è essenziale: occorre motivazione chiara su come l'agente abbia rappresentato la situazione (che fosse in corso un'indagine, che l'indagato intendesse darsi alla fuga, e che l'azione oggettivamente favorisse tale fuga). In mancanza, la contestazione non regge.
- L'aggravante di cui all'art. 416‑bis, comma 1, richiede la finalità di agevolare l'organizzazione nel suo complesso e non è sufficiente dimostrare che l'atto agevoli singoli associati, anche se apicali.
- Nella valutazione della misura cautelare il giudice deve motivare concretamente il pericolo di reiterazione e l'inidoneità di misure meno afflittive; motivazioni generiche o difettose possono determinare l'annullamento della misura.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 20 ago 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 32688/2024 del 20/08/2024
- Sentenza penale · 20 ago 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 32689/2024 del 20/08/2024
- Sentenza penale · 20 ago 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 32690/2024 del 20/08/2024
- Sentenza penale · 20 ago 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 32691/2024 del 20/08/2024
- Sentenza penale · 20 ago 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 32693/2024 del 20/08/2024
- Sentenza penale · 20 ago 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 32695/2024 del 20/08/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →