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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18290/2022 del 09/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello con tre motivi denunciando violazione di legge e vizi di motivazione con riferimento all'affermazione della responsabilità, alla dosimetria della pena e al riconoscimento della recidiva

La decisione

Durante il giudizio di cassazione la parte civile (SATAP s.p.a.) ha rimesso la querela (verbale dell'8/3/2022 pervenuto il 17/3/2022). La Corte di Cassazione ha ritenuto che la remissione di querela operi estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 cod. pen. e, richiamando la giurisprudenza su quando la remissione sia ancora efficacemente esercitabile (art. 648 c.p.p., comma 2), ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato (art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p.). Ha inoltre condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.p., comma 2

    "pronunciata l'ordinanza o la sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso"

    La remissione di querela è validamente esercitabile fino a quando non sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna e, ai sensi del comma citato, fino a quando non sia stata pronunciata l'ordinanza o sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso

  • art. 152 cod. pen.

    La remissione della querela da parte della persona offesa estingue il reato perseguibile a querela di parte; la Corte ha applicato questa norma per dichiarare l'estinzione dei reati contestati (insolvenza fraudolenta e truffa)

  • art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p.

    In caso di estinzione del reato la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio; qui è stata applicata per l'annullamento per estinzione

  • art. 340, comma 4, c.p.p.

    Nonostante l'estinzione del reato, il giudice può disporre la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali; la Corte ha condannato l'imputato alle spese ai sensi di questa norma

Massime di principio

  • La remissione di querela espressa validamente dalla parte offesa estingue il reato perseguibile a querela di parte (art. 152 c.p.) anche se il ricorso per cassazione è già pendente, purché non sia intervenuta sentenza irrevocabile di condanna o l'ordinanza/sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso (art. 648 c.p.p., comma 2).
  • Se il reato si estingue in corso di cassazione, la Corte annulla la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato (art. 620 c.p.p., comma 1, lett. a)).
  • La remissione non sanerà difetti di tempestività dell'impugnazione: l'eccezione di inammissibilità per intempestività resta efficace e la remissione non la può rimuovere.
  • L'estinzione del reato non impedisce che il giudice disponga il pagamento delle spese processuali a carico dell'imputato (art. 340, comma 4, c.p.p.).
  • In situazioni analoghe è importante verificare tempestivamente la volontà della parte offesa e la correttezza formale della remissione (atto, data, rappresentanza), poiché la remissione può determinare l'annullamento del procedimento penale anche nelle fasi superiori del processo.
  • L'estinzione per remissione riguarda solo l'aspetto penale: eventuali pretese civili (risarcitorie) restano autonome e vanno valutate separatamente.

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