Cassazione Penale, Sentenza n. 30590/2023 del 14/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). Il ricorrente deduceva: mancanza della prova che il frigorifero in suo possesso fosse il bene sottratto (mancata denuncia della proprietaria e denuncia fatta da un custode); vizi di motivazione e di logica nell'accertamento del dolo (sostenendo l'assenza di elementi per il dolo eventuale e chiedendo la riclassificazione in contravvenzione ex art. 712 c.p.); omissione di motivazione circa l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto), richiesta in udienza ma non valutata dalla Corte di appello.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Motivazioni principali: i motivi riproducevano pedissequamente questioni già esaminate e rigettate in appello (inammissibilità per mera reiterazione), la valutazione di merito della Corte di appello e del primo giudice formano una 'doppia conforme' leggibile come unico complesso argomentativo; la Corte d'appello aveva ritenuto sufficiente la denuncia del custode e l'identificazione del frigorifero (descrizione coerente: "alluminio acciaio inossidabile", colore grigio) e l'assenza di giustificazioni/documentazione da parte dell'imputato sulla provenienza del bene; è stata confermata la possibilità di configurare la ricettazione anche con dolo eventuale quando l'agente abbia consapevolmente accettato il rischio della illecita provenienza; l'ipotesi alternativa ex art. 712 c.p. non poteva essere accolta in assenza di prova dell'acquisto; la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. non era stata adeguatamente sollevata in appello né adeguatamente argomentata in cassazione, rendendo infondata la censura di omissione di motivazione. Conseguenze pratiche: ricorso inammissibile, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 648 cod. pen. (ricettazione)
La Corte ha ritenuto che la ricettazione può essere configurata anche in assenza dell'accertamento giudiziale del reato presupposto; è sufficiente la denuncia del custode e una identificazione del bene, con il dolo che può risultare nella forma del dolo eventuale quando l'agente abbia accettato consapevolmente il rischio della provenienza illecita.
art. 712 cod. pen. (acquisto di cose di sospetta provenienza)
La Corte ha osservato che per configurare la contravvenzione dell'art. 712 è necessario che emergano elementi probatori dell'acquisto; in assenza di allegazione/prova dell'acquisto, la ricostruzione non può ricadere in tale fattispecie.
art. 131-bis cod. pen. (tenuità del fatto)
La possibilità di applicare la causa di non punibilità richiede che la sua sussistenza sia adeguatamente dedotta e argomentata; se la questione è sollevata solo in sede di discussione e non è supportata da elementi probatori/argomentativi sufficienti, il giudice d'appello non è tenuto a rilevarla d'ufficio né la Cassazione può ritenere sussistente la lacuna motivazionale senza indicazioni precise.
art. 581 c.p.p., comma 1, lett. c) (requisiti del motivo di cassazione)
La Corte ha richiamato l'esigenza che i motivi di cassazione contengano esposizione specifica delle ragioni di fatto e di diritto; la mera ripetizione delle censure già proposte in appello e già motivate controverte è inammissibile.
art. 616 cod. proc. pen. (declaratoria di inammissibilità)
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso è stata pronunciata ai sensi di questa norma, con conseguente condanna alle spese e misura riparatoria (cassa delle ammende).
art. 129 cod. proc. pen. (poteri officiosi del giudice)
La Corte ha richiamato che la segnalazione di una causa di non punibilità ex officio richiede che in cassazione siano indicati i presupposti legittimanti tale richiesta; la mera evocazione generica di elementi richiamati in primo grado non è sufficiente.
Massime di principio
- Per la ricettazione non è necessario che il reato presupposto (es. furto) sia già stato accertato in giudizio: può essere sufficiente una denuncia credibile e una coerente identificazione del bene.
- Il dolo nella ricettazione può configurarsi nella forma del dolo eventuale: è sufficiente che l'agente abbia consapevolmente accettato il rischio della provenienza illecita della cosa, distinto dalla mera imperizia o negligenza.
- La contravvenzione per acquisto di cose di sospetta provenienza (art. 712 c.p.) richiede l'allegazione e prova dell'acquisto; senza questa prova la fattispecie non è configurabile.
- La causa di non punibilità per tenuità (art. 131-bis c.p.) deve essere tempestivamente e specificamente invocata e adeguatamente motivata: sollevare la questione solo in discussione senza dettagli argomentativi può rendere la doglianza inammissibile.
- In Cassazione non è ammessa la mera ripetizione di censure già esaminate e rigettate in appello: i motivi devono svolgere una critica argomentata e specifica alla motivazione della corte di merito.
- Quando primo grado e appello formano una 'doppia conforme', le due sentenze possono essere lette congiuntamente; il giudice di appello non è tenuto a ri-analizzare dettagliatamente tutte le risultanze se nel complesso motiva logicamente il convincimento.
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