Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 2793/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del provvedimento emesso dal Responsabile dell'Ufficio Visti dell'Ambasciata d'Italia a Berirut, datato 7 agosto 2025 e notificato all'interessata in data 7 agosto 2025, con cui è stata respinta la domanda di visto per lavoro subordinato presentata dal Sig. -OMISSIS-; di qualsiasi altro atto che sia o possa considerarsi presupposto o conseguenza di quella sopra impugnato e che con lo stesso sia comunque posto in rapporto di correlazione.

Giustizia amministrativa202511195

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d'ingresso per lavoro subordinato adottato dall'Ufficio Visti dell'Ambasciata d'Italia a Beirut

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego, notificato il 7 agosto 2025, della domanda di visto d'ingresso per lavoro subordinato ai sensi dell'art. 22 d.lgs. 286/1998, chiedendo anche l'adozione di misure cautelari. Il giudizio cautelare riguarda il sindacato sul diniego adottato dalla sede diplomatica, in una materia caratterizzata da ampia discrezionalità amministrativa. Dal testo emerge che il ricorrente contestava il rigetto della domanda di visto, mentre l'amministrazione aveva motivato il diniego con un rischio migratorio desunto dall'incoerenza tra il lavoro per il quale era stato rilasciato il nulla osta, consistente nell'attività di collaboratore domestico presso un connazionale, le competenze professionali del richiedente, laureato in Business Management Information System, e le dichiarazioni rese in sede di intervista circa l'intenzione di cercare un altro lavoro dopo l'ingresso in Italia.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insussistenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che, in materia di visto d'ingresso per lavoro subordinato, la discrezionalità dell'amministrazione sia particolarmente ampia e sindacabile solo ab externo in presenza di macroscopiche e palesi abnormità logiche. Nel caso concreto, il rischio migratorio valorizzato dalla sede diplomatica è stato ritenuto fondato su elementi obiettivi e indicativi, sul piano inferenziale, di una ragionevole possibilità di abuso del titolo: la non coerenza tra mansioni autorizzate, formazione professionale e intenzioni dichiarate dal richiedente. Non è stata quindi ravvisata, nella fase cautelare, una ragionevole probabilità di fondatezza del ricorso. Le spese della fase cautelare sono state compensate. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    La controversia riguarda il diniego di un visto d'ingresso per lavoro subordinato riconducibile alla disciplina del lavoro subordinato degli stranieri.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare esaminata dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In materia di visto d'ingresso per lavoro subordinato, la discrezionalità dell'amministrazione è particolarmente ampia e il sindacato giurisdizionale può svolgersi soltanto ab externo, verificando la presenza di macroscopiche e palesi abnormità logiche nel provvedimento.
  • Il rischio migratorio posto a fondamento del diniego di visto può essere desunto, in via inferenziale, dall'incoerenza tra il rapporto di lavoro per il quale è stato rilasciato il nulla osta, le competenze professionali del richiedente e le intenzioni da questi dichiarate durante l'intervista, quando tali elementi indichino una ragionevole possibilità di abuso del titolo.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.