Salta al contenuto
ordinanza_civile_lavoro

Cassazione Civile, Ordinanza n. 13657/2025 del 21/05/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di un vigilante addetto agli scavi archeologici di Stabia, alle dipendenze di un'amministrazione pubblica, volta a ottenere il pagamento dello straordinario svolto fino al 16 giugno 2021, per euro 6.494,40 oltre accessori. La Corte d'appello, in riforma del primo grado, ha accolto la domanda ritenendo che non si trattasse di orario multiperiodale ex art. 22 del CCNL di comparto, poiché per un lungo periodo erano state sempre superate le ore contrattuali senza corrispondenti fasi di riduzione; ha inoltre reputato sufficiente un'autorizzazione implicita allo straordinario, desumibile dall'inserimento nei turni, e ha affermato che, anche ove vi fossero vizi dell'autorizzazione, la prestazione andava remunerata ex art. 2126 c.c. Il Ministero ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione dell'art. 112 c.p.c. per ultrapetizione, assumendo che la Corte d'appello avesse fondato la decisione sull'art. 2126 c.c. senza che tale norma fosse invocata; 2) violazione dell'art. 22 del CCNL di comparto e della disciplina collettiva sulla banca ore, sostenendo che lo straordinario fosse remunerabile solo se specificamente ed espressamente autorizzato e che gli ordini di servizio non bastassero; 3) violazione dell'art. 115 c.p.c., per avere la Corte territoriale valorizzato una pretesa non contestazione dei fatti e trascurato che, secondo il Ministero, l'orario fosse multiperiodale e non vi fosse stato superamento del monte ore annuo. La Suprema Corte ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha escluso l'ultrapetizione perché la domanda di pagamento delle retribuzioni per lavoro di fatto prestato, anche in applicazione dell'art. 2126 c.c., può essere posta anche d'ufficio quando il rapporto formalmente invocato sia escluso o quando si discuta della validità dell'autorizzazione; ha affermato che, nel pubblico impiego privatizzato, l'autorizzazione al lavoro straordinario può essere anche implicita e che, una volta riscontrata, il compenso è dovuto anche se l'autorizzazione sia illegittima o contrastante con il contratto collettivo; ha infine qualificato il terzo motivo come inammissibile, perché mirava soltanto a una rivalutazione del materiale istruttorio e del fatto, estranea al giudizio di legittimità.

La decisione

Il ricorso del Ministero è stato integralmente rigettato. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'appello di Napoli che aveva riconosciuto al lavoratore il diritto al pagamento dello straordinario. Le spese del giudizio di cassazione sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in euro 3.000,00 per compensi ed euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La Corte ha inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato per l'Amministrazione dello Stato, richiamando il principio della prenotazione a debito.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di ultrapetizione è infondata quando il giudice utilizza come base della decisione un profilo giuridico che, nel caso concreto, non introduce una domanda nuova ma si collega alla pretesa di pagamento di prestazioni lavorative di fatto rese.

  • art. 2126 c.c.

    La retribuzione delle prestazioni di lavoro subordinato di fatto rese può essere riconosciuta anche quando il rapporto formale sia invalido o quando vi siano vizi dell'autorizzazione; la norma può essere richiamata anche d'ufficio in funzione della remunerazione del lavoro effettivamente prestato.

  • art. 22 del CCNL di comparto

    La disciplina contrattuale sulla banca ore e sull'orario multiperiodale non esclude il diritto alla remunerazione dello straordinario quando la prestazione risulti effettivamente resa con autorizzazione, anche implicita, e non sia configurabile la struttura tipica dell'alternanza tra ore in eccesso e ore in difetto.

  • art. 115 c.p.c.

    La doglianza che miri solo a una diversa lettura delle risultanze istruttorie e alla rivalutazione del fatto è inammissibile in cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Il raddoppio del contributo unificato non si applica alle Amministrazioni dello Stato esonerate dal materiale versamento mediante prenotazione a debito.

  • art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228

    La norma è richiamata quale fonte dell'ulteriore importo dovuto in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, ma la Corte esclude la sua applicazione all'Amministrazione dello Stato esonerata dal versamento.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego privatizzato il lavoro straordinario è remunerabile quando sia stato reso con il consenso, anche implicito, dell'amministrazione; non è necessario che l'autorizzazione sia necessariamente espressa, purché risulti la non autonomia della scelta del dipendente e la riconducibilità della prestazione a esigenze di servizio.
  • La mancanza o l'illegittimità dell'autorizzazione allo straordinario non esclude, di per sé, il diritto al compenso se la prestazione è stata comunque eseguita e l'amministrazione ne abbia consentito lo svolgimento.
  • La domanda di pagamento delle prestazioni lavorative di fatto rese non integra domanda nuova quando il relativo fondamento giuridico sia utilizzato a sostegno della stessa pretesa retributiva, anche se prospettato per la prima volta in appello o rilevato d'ufficio.
  • Nel giudizio di cassazione non è consentito trasformare la doglianza in una richiesta di nuova valutazione del merito o delle risultanze probatorie; è inammissibile la censura che si limiti a contestare il diverso apprezzamento dei fatti compiuto dal giudice di merito.
  • L'orario multiperiodale presuppone una reale alternanza tra periodi di superamento e periodi di recupero dell'orario contrattuale; in assenza di tale alternanza, il protratto superamento dell'orario ordinario può giustificare il riconoscimento dello straordinario.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.