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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13991/2026 del 16/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., disponendo inoltre, ricorrendone le condizioni, l'annotazione prevista dall'art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il giudice dell'esecuzione aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della continuazione tra più reati, giudicati con cinque sentenze, qualificati nei capi come furti e ricettazioni con uso di carta di pagamento falsificata o contraffatta. Il ricorrente ha proposto cassazione con tre motivi ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., deducendo: violazione di legge e vizio di motivazione nella valutazione dell'arco temporale dei fatti; omessa considerazione della progressione criminosa che li legherebbe; svalutazione della causale della ludopatia e travisamento delle difese; omessa pronuncia sulla domanda subordinata. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, rilevando che il giudice dell'esecuzione aveva adeguatamente motivato l'insussistenza del medesimo disegno criminoso, poiché mancava qualunque elemento da cui desumere una programmazione unitaria dei reati, i quali apparivano invece determinati da circostanze occasionali e contingenti e quindi espressivi di uno stile di vita. Ha inoltre osservato che la deduzione difensiva sulla ludopatia non era sufficiente a fondare la continuazione se non accompagnata dalle ulteriori condizioni richieste dall'art. 81, comma 2, c.p., e che le doglianze miravano in realtà a ottenere una diversa lettura del materiale valutativo, non consentita in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    medesimo disegno criminoso

    La dipendenza/stato di dipendenza può rilevare come elemento idoneo a giustificare l'unicità del disegno criminoso solo per reati collegati ad esso e solo se sussistono le altre condizioni richieste dalla giurisprudenza per la continuazione.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Viene evocato come parametro del ricorso per violazione di legge.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Viene evocato come parametro del ricorso per vizio di motivazione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003

    È disposta, ricorrendone le condizioni, l'annotazione/omissione dei dati identificativi ai fini della diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione in sede esecutiva, uno stato di dipendenza o una specifica causale personale può essere valorizzato solo se consente di inferire un unitario disegno criminoso e non sostituisce gli altri presupposti dell'art. 81, comma 2, c.p.
  • L'insussistenza del medesimo disegno criminoso è adeguatamente motivata quando i reati risultano legati da occasioni contingenti e da esigenze occasionali, e non da una programmazione preventiva unitaria.
  • In sede di legittimità non è consentita una mera richiesta di rivalutazione del compendio argomentativo del giudice dell'esecuzione; sono scrutinabili solo reali vizi di legge o di motivazione, non una diversa lettura dei fatti.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le doglianze sono generiche o fattuali e non confrontano specificamente la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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