Cassazione Penale, Sentenza n. 45200/2022 del 28/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza ex art. 671 c.p.p. volta al riconoscimento del vincolo della continuazione tra più sentenze irrevocabili (sentenza su calunnia del 13/12/2012 e sentenza su truffa, simulazione di reato e contraffazione di sigilli del 17/06/2013). Il ricorrente deduceva che il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto valutare globalmente tutti i fatti e non ritenersi precluso dalla valutazione parziale operata in sede di merito, e denunciava carenza e contraddittorietà della motivazione sulla contiguità temporale, sull'identità dei soggetti, dei luoghi e dei beni giuridici lesi nonché sull'elemento programmatico del disegno criminoso.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha censurato un punto formale del provvedimento impugnato (eccessiva estensione di una valutazione della cognizione limitata), ma ha confermato che il Tribunale di Brindisi ha comunque effettuato un esame complessivo e motivato e ha adeguatamente escluso l'esistenza di un disegno criminoso unitario tra i reati contestati. Il rigetto è motivato dalla valutazione di merito degli indici sintomatici (tempo, luogo, modalità, omogeneità dei beni tutelati, abitudinarietà) che non hanno comprovato la pianificazione ab initio della serie criminosa. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
Disciplina la possibilità, in fase esecutiva, di riconoscere il vincolo della continuazione tra reati giudicati con più sentenze irrevocabili; il giudice dell'esecuzione ha ampio potere di valutazione e deve compiere una verifica omnicomprensiva degli indicatori del disegno criminoso quando la cognizione non ha preso in esame tutti i reati oggetto dell'istanza
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limite alla censura in Cassazione nei ricorsi incidenti sugli atti dell'esecuzione: il ricorso è ammesso nei limiti previsti dall'articolo (citato in relazione ai limiti di deduzione dei motivi)
Norma sulla concorso di persone nel reato; citata nel capo di imputazione originario (calunnia) ma non rilevante ai fini diretti della questione di continuazione se non quali elementi descrittivi del fatto
Delitto di calunnia; richiamato come reato oggetto della prima sentenza irrevocabile valutata ai fini della possibile continuazione
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione può e deve riesaminare la sussistenza del vincolo della continuazione in modo globale quando le sentenze irrevocabili non hanno valutato tutti i reati oggetto dell'istanza; l'esclusione della continuazione in sede di cognizione limitata non è automaticamente vincolante per il giudice dell'esecuzione
- L'onere probatorio grava sul ricorrente: per ottenere il riconoscimento della continuazione è necessario allegare elementi specifici e concreti (contiguità temporale e spaziale, identità o omogeneità dei beni giuridici lesi, modalità del fatto, partecipanti ricorrenti, prova di una programmazione iniziale) e non basta la mera somma cronologica dei reati
- La valutazione degli indici è tipicamente di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione se la motivazione del giudice dell'esecuzione non è manifestamente illogica, contraddittoria o carente
- La difesa, in casi analoghi, dovrebbe documentare in modo dettagliato: le date di commissione (anche individuando il primo atto idoneo per reati come la truffa), i collegamenti fra vittime/luoghi/mezzi, gli elementi probatori che dimostrino la pianificazione preventiva e la ripetizione di schemi operativi
- La circostanza che reati della stessa natura siano stati commessi nell'ambito dell'attività d'impresa può essere indizio di abitualità, ma non vale di per sé come prova di un disegno criminoso unitario; occorre dimostrare la pianificazione iniziale delle successive condotte
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