Cassazione Penale, Sentenza n. 11649/2023 del 20/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 27/01/2022 che, in accoglimento dell'appello del Pubblico ministero, aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni e somme sino a 295.453,47 euro per il reato di trasferimento di valori in concorso con Fusser Remo e Singh Sarabjit. Il ricorrente ha censurato la mancanza di fumus commissi delicti, l'assenza del periculum in mora e la violazione del principio di proporzionalità, producendo documentazione (autorizzazioni del Tribunale, contratti di comodato/fornitura/locazione, verbali di riconsegna e sublocazione, autorizzazioni della Centrale Italiana Petroli) atta a dimostrare la legittimità delle operazioni e la compatibilità delle somme addebitate con i redditi dichiarati.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata per carenza motivazionale. In particolare ha ritenuto che il Tribunale di merito non abbia considerato e valutato i documenti prodotti dalla difesa, i quali contrastano l'ipotesi del proseguimento occulto dell'attività per finalità elusive. Il provvedimento è stato annullato e la causa rinviata al Tribunale di Roma per un nuovo esame ai sensi dell'art. 324 c.p.p., con istruzione che tenga conto delle evidenze documentali e valuti adeguatamente fumus, periculum e proporzionalità.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che il giudice del merito non abbia motivato adeguatamente la sussistenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora, omettendo di valutare documenti decisivi prodotti dalla difesa; ne consegue l'annullamento per vizio di motivazione ai sensi del rito.
Richiamata con riferimento agli istituti della confisca per equivalente; la Corte ha evidenziato che non è stata svolta una valutazione di proporzionalità rispetto all'attività imprenditoriale e alle somme effettivamente riconducibili al ricorrente.
Norma richiamata per l'invio del procedimento al giudice di merito per nuovo esame dopo l'annullamento del provvedimento impugnato.
Massime di principio
- I provvedimenti di sequestro preventivo finalizzati alla confisca devono essere motivati specificamente sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora; la mera richiamazione di elementi relativi a terzi non è sufficiente.
- La difesa deve produrre e il giudice deve valutare attentamente documentazione contrattuale e autorizzativa che possa giustificare operazioni patrimoniali apparenti: l'omissione di tale confronto può determinare l'annullamento del provvedimento.
- L'accertamento della proporzionalità tra misura cautelare patrimoniale e valore delle somme contestate richiede un'analisi delle ragioni economiche delle operazioni (attività imprenditoriale, uso di contante, redditi dichiarati); il giudice deve motivare il bilanciamento.
- Non è possibile trasferire automaticamente all'indagato criticità o condotte di terzi senza prova specifica della partecipazione o dell'intento elusivo: bisogna provare il collegamento diretto e la finalità.
- In presenza di lacune motivazionali o di omissione nella valutazione di documenti probatori significativi, il rimedio è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, che impone al giudice di esaminare espressamente gli elementi prodotti dalla difesa.
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