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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9213/2023 del 06/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere: il ricorrente deduceva violazione di legge, difetto assoluto e vizio di motivazione circa la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza ai sensi dell'art. 74 DPR 309/1990. Sosteneva che il giudice avesse fatto ricadere la decisione prevalentemente sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Shano Elton, relative a un traffico proveniente dall'Olanda e non dall'Albania, senza specificare il ruolo concreto del ricorrente nell'organizzazione e senza acquisire elementi in ordine alla conoscenza/frequentazione di altri coimputati albanesi, fondando l'appartenenza all'organizzazione su mere frequentazioni amicali di terzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che il motivo proposto investisse valutazioni di merito e della prova non sindacabili in sede di legittimità, essendosi limitata la Corte a controllare la congruenza e la logicità della motivazione del giudice del riesame. Ha ritenuto invece adeguata e circostanziata la motivazione del Tribunale di Lecce, che aveva preso in esame le deduzioni difensive e aveva indicato elementi di riscontro (dichiarazioni del collaboratore, intercettazioni, spostamenti, soggiorni presso terzi, contatti stabili) idonei a fondare la gravità del quadro indiziario. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 74 DPR 309/1990

    Norma penale qualificante il reato di traffico di stupefacenti, ossia il titolo di accusa per cui si valutavano i gravi indizi di colpevolezza

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Indica i requisiti e il modello della motivazione che deve sostenere le misure cautelari, richiamato come parametro per la motivazione del tribunale del riesame

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato come modello strutturale della motivazione cui il provvedimento del riesame deve conformarsi, adattato al contesto delle misure cautelari basate su indizi

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Limita il sindacato di legittimità: la Corte di Cassazione non può rivedere la valutazione del merito probatorio sostituendosi al giudice di merito

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Prevede la pronuncia di inammissibilità per censure estranee al novero deducibile in cassazione e le relative conseguenze processuali

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti amministrativi successivi alla decisione

Massime di principio

  • In Cassazione non è rimesso valutare nuovamente il merito delle prove: sono sindacabili solo i vizi di motivazione e la conformità logico‑giuridica della decisione del giudice di merito
  • Per la conferma di misure cautelari fondate su indizi è sufficiente una motivazione precisa e circostanziata che colleghi gli elementi indiziari al sospetto di responsabilità (dichiarazioni di collaboratori, intercettazioni, spostamenti, contatti, soggiorni)
  • Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia possono sorreggere una misura cautelare se risultano corroborate, anche parzialmente, da riscontri concreti (intercettazioni, riscontri documentali o comportamentali)
  • Chi impugna una misura cautelare in Cassazione deve puntare su profili di illegittimità della motivazione o su violazioni di legge formali, non su una diversa valutazione del materiale probatorio
  • Il giudice del riesame deve esplicitare il percorso logico‑giuridico seguito e rispondere alle deduzioni difensive; la mancanza di tale percorso costituisce possibile motivo di cassazione
  • Se esistono canali distinti o punti di criticità nell'impianto accusatorio, è utile che la difesa ne chieda l'emersione in modo circostanziato nel merito e, se possibile, produca elementi di contrasto o di incoerenza delle fonti probatorie

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