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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47425/2023 del 27/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame proposta quale terza non indagata avverso la convalida e il sequestro preventivo di €85.000 rinvenuti nell'abitazione nella quale era anagraficamente residente un indagato (Shouen Chen). La ricorrente sosteneva che la somma fosse di sua proprietà o comunque di uso familiare (parte pari a €56.000 sarebbe stata donata ad occasioni tradizionali familiari per i 100 giorni di vita della nipote) e che quindi aveva interesse concreto alla restituzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che ai fini dell'ammissibilità della richiesta di riesame (e dell'impugnazione in cassazione) il terzo deve allegare e dimostrare un interesse concreto ed attuale alla restituzione del bene e contestare specificamente la qualifica di "disponibilità" attribuita al denunziante/indagato. Nel caso concreto la ricorrente non ha fornito elementi specifici idonei a dimostrare la titolarità della somma (ha prodotto solo la locandina della festa e non il registro delle donazioni né prove documentali che giustificassero i risparmi circa €30.000, anzi i redditi dichiarati erano esigui). Per tali ragioni la Corte ha ritenuto corretta la decisione di inammissibilità/rifiuto di restituzione e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 325 c.p.p.

    "Contro le ordinanze emesse a norma degli artt. 322 bis e 324, il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge"

    Limita il ricorso per cassazione alle ipotesi tassative e specifica i soggetti legittimati; la Corte ricorda che la nozione di "violazione di legge" non comprende ogni vizio di motivazione, salvo i vizi motivazionali talmente gravi da renderla incomprensibile.

  • art. 322 c.p.p.

    Norma che disciplina la impugnazione del provvedimento cautelare da parte dell'indagato e di altri soggetti; la giurisprudenza interpreta che anche il terzo deve dimostrare interesse concreto e attuale alla restituzione della cosa.

  • art. 322-bis c.p.p.

    Prevede la facoltà di impugnazione dell'ordinanza che dispone misure cautelari; richiamata insieme alle altre norme per individuare i soggetti legittimati all'impugnazione.

  • art. 324 c.p.p.

    Disciplina il procedimento di riesame delle misure cautelari; richiamata per definire l'ambito dell'impugnazione e i soggetti che possono agire.

  • art. 240-bis c.p.

    Norma sulla confisca per equivalente; citata perché il PM aveva chiesto il sequestro preventivo in vista di una futura confisca ex art. 240-bis.

  • art. 603-bis c.p.

    Norma sostanziale relativa al reato contestato agli indagati (traffico/ caporalato o altra fattispecie indicata nel provvedimento); presente per inquadrare il contesto investigativo da cui è scaturito il sequestro.

Massime di principio

  • Il terzo che domanda il riesame o la restituzione deve provare un interesse concreto e attuale alla restituzione: non basta un'affermazione generica di proprietà; servono elementi specifici (documenti, registri, ricevute, prove di possesso o destinazione del denaro).
  • Quando il denaro è rinvenuto in un'abitazione dove è anagraficamente residente un indagato, il giudice può ritenere che il bene fosse nella disponibilità dell'indagato salvo che il terzo dimostri il contrario con prove dettagliate.
  • Le donazioni informali (es. somme offerte secondo usanze familiari) vanno documentate con mezzi idonei (registro delle donazioni, elenchi dei donatori, attestazioni, messaggi, versamenti bancari) se si vuole ottenere la restituzione; una semplice locandina o dichiarazione non è normalmente sufficiente.
  • La discrepanza tra l'ammontare del denaro rinvenuto e i redditi dichiarati dal richiedente può indebolire la tesi di risparmio personale come fonte dei fondi sequestrati.
  • In presenza di un minore, la restituzione di somme attribuite a lui dovrebbe, in linea di principio, essere richiesta da chi esercita la responsabilità genitoriale, oppure provata la destinazione diretta al nucleo familiare dalla documentazione prodotta.
  • In cassazione i motivi consentiti contro ordinanze di riesame sono limitati dall'art. 325 c.p.p.; questioni di valutazione della prova e carenze probatorie del ricorrente sono difficilmente riformabili in sede di legittimità se la decisione è adeguatamente motivata.

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