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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2903/2022 del 26/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Foggia (abbreviato) per eccessiva ed illegale diminuzione della pena: il tribunale aveva condannato l'imputato per il reato di ricettazione (art. 648 c.p., primo comma) a 8 mesi di reclusione e 300 euro di multa, valori inferiori al minimo edittale previsto per il delitto contestato anche considerando la riduzione fissa di un terzo prevista per il rito abbreviato.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato: ha dichiarato che la pena inflitta è illegale perché inferiore al minimo edittale (2 anni di reclusione e 516 euro di multa) anche dopo la riduzione di un terzo per il rito abbreviato, ha annullato la sentenza limitatamente alla determinazione della pena e ha disposto il rinvio per nuova commisurazione della sanzione a diverso giudice monocratico del Tribunale di Foggia, dichiarando irrevocabile l'accertamento della responsabilità.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p. (ricettazione), primo comma

    qualificato ai sensi del primo comma dell'art. 648 cod. pen.

    Il fatto è stato ritenuto riconducibile al primo comma dell'art. 648 c.p.; la norma fissa il minimo edittale (2 anni di reclusione e 516 euro di multa) che non può essere eluso dalla determinazione della pena.

  • riduzione per rito abbreviato

    salva la riduzione per il rito nella misura fissa di un terzo

    La Corte ricorda che per il rito abbreviato è prevista una riduzione fissa di un terzo della pena applicabile, ma tale riduzione non può portare la pena sotto il minimo edittale previsto dalla norma sostanziale.

  • art. 623, comma 1, c.p.p. (rinvio per annullamento parziale)

    ai sensi dell'art. 623, comma 1, cod. proc. pen.

    In caso di annullamento di una sentenza inappellabile limitatamente alla determinazione della pena, la Corte dispone il rinvio per nuovo giudizio a diverso giudice monocratico del medesimo tribunale per la nuova commisurazione.

  • giurisprudenza di riferimento

    Sez. 3, n. 31616, del 31/5/2019, Rv. 276047

    La Corte si attiene a principi consolidati di Cassazione che sanciscono l'illegittimità della pena quando risulti inferiore ai limiti edittali non eliminabili neppure dalla riduzione prevista per il rito abbreviato.

Massime di principio

  • Quando il giudice del rito abbreviato applica la riduzione di un terzo, occorre verificare che la pena risultante non sia comunque inferiore al minimo edittale stabilito dalla norma sostanziale; se ciò accade, la pena è illegale.
  • La Suprema Corte può annullare una sentenza inappellabile limitatamente alla determinazione della pena e disporre il rinvio a diverso giudice del medesimo tribunale ai sensi dell'art. 623 c.p.p., mantenendo irrevocabile l'accertamento della responsabilità quando già consolidato.
  • In casi simili il nuovo giudice deve ricalcolare la pena rispettando i minimi e massimi edittali e la riduzione per il rito, senza scendere al di sotto del minimo previsto dalla norma sostanziale.
  • Prima di concludere un giudizio abbreviato con patti sulla pena o decisioni motivate, è essenziale che il pubblico ministero e il giudice controllino la compatibilità del quantum con i limiti edittali, considerando gli effetti delle eventuali riduzioni proceduralmente previste.
  • Se in sede di verifica emerge un vizio di illegittimità della pena, il ricorso del Procuratore Generale (o del pubblico ministero) è strumento efficace per ottenere l'annullamento limitato e il rinvio per nuova determinazione del trattamento sanzionatorio.

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