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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21412/2022 del 01/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello per: 1) errata qualificazione giuridica del fatto come peculato (art. 314 c.p.) per mancanza della qualifica soggettiva di incaricato di pubblico servizio; dedotta altresì l'applicabilità dell'errore sul fatto (art. 47, comma 3 c.p.); si sostiene che l'attività svolta fosse meramente materiale e priva di poteri di certificazione e che non esistesse rapporto contrattuale con la società; 2) censura della revoca delle sospensioni condizionali delle pene e della inapplicabilità/conflitto con l'indulto e con la disciplina degli effetti delle sospensioni (artt. 168 e 183 c.p.), con richiesta di diversa valutazione dei tempi e della compatibilità tra benefici

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza e per essere fondato su motivi non consentiti in Cassazione. La Corte ha ritenuto correttamente motivata la qualificazione come incaricato di pubblico servizio, dato che all'imputato erano stati forniti divisa, palmare e rilevatore satellitare e gli era affidato il compito certificativo (attestazione in tempo reale della consegna tramite lettura del codice a barre). La Corte ha inoltre condiviso la revoca delle sospensioni condizionali pregresse in base ai criteri giurisprudenziali richiamati e ha escluso la rilevanza dell'errore sul fatto prospettato dall'imputato. Conseguentemente è stata confermata la decisione impugnata nella sua struttura motivazionale, ed è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende in euro 3000 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 619 cod. pen.

    Nel giudizio di merito il reato indicato dall'art. 619 è stato dichiarato estinto per prescrizione; la decisione di non procedere per quel capo è stata confermata e non è oggetto di rilievo ai fini della cassazione qui esaminata

  • art. 314 cod. pen.

    La norma del peculato è stata applicata in relazione alla sottrazione della corrispondenza affidata per la consegna; la Corte ha ritenuto che il soggetto avesse la qualifica soggettiva di incaricato di pubblico servizio, giustificando così l'integrazione del reato di peculato

  • art. 47, comma 3, cod. pen.

    Il ricorso evocava l'errore sul fatto come causa di esclusione della colpevolezza; la Corte ha escluso l'applicabilità dell'art. 47, terzo comma, ritenendo che l'imputato fosse consapevole del rapporto di collaborazione e dei poteri certificativi esercitati

  • art. 18 d.lgs. 22 luglio 1990, n. 261

    La disposizione che considera le persone addette ai servizi postali come incaricate di pubblico servizio è stata presa a fondamento della qualificazione soggettiva dell'imputato, anche in ragione degli strumenti e dei compiti affidatigli

  • art. 168 cod. pen.

    Richiamata in relazione alla revoca della sospensione condizionale: la Corte ha applicato i principi giurisprudenziali secondo cui una condanna a pena sospesa può determinare la revoca di sospensioni precedenti se ricorrono le condizioni previste e la seconda sospensione è anch'essa soggetta a revoca per effetto di una nuova condanna

  • art. 183 cod. pen.

    Richiamato nella controversia inerente gli effetti delle sanzioni e dei benefici: la Corte ha esaminato la compatibilità con l'indulto e le sospensioni condizionali ed ha ritenuto corretta la soluzione di merito

  • art. 164 cod. pen.

    Richiamato indirettamente nei ragionamenti sulla revocabilità delle sospensioni: la Corte ha spiegato che l'ultima parte dell'art. 164 non opera quando vi sono più condanne con sospensione successive soggette a revoca

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma alla Cassa delle ammende in conseguenza dell'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La qualifica di incaricato di pubblico servizio può ricavarsi dalla concreta organizzazione e dagli strumenti affidati (divisa, palmare, dispositivi di tracciamento) e dalle funzioni di certificazione della consegna: non è determinante la forma contrattuale ma la natura delle attribuzioni operative
  • L'errore sul fatto ai sensi dell'art. 47, comma 3 c.p. non opera quando l'agente è consapevole, anche in termini funzionali, del rapporto di collaborazione e degli strumenti attestanti la responsabilità certificativa che svolge
  • In Cassazione è inammissibile sollecitare una rivalutazione dei fatti o delle prove già apprezzate dai giudici di merito se la motivazione appare logica e coerente; il sindacato è limitato a vizi di diritto o a illogicità manifeste
  • Una revoca della sospensione condizionale può estendersi a sospensioni precedenti se esistono le condizioni previste dalla legge e dalla giurisprudenza consolidata; non sempre opera la regola di incompatibilità tra benefici senza una valutazione complessiva degli effetti
  • L'indulto prevale sulla sospensione condizionale solo nella misura e secondo i principi espressi dalla giurisprudenza: non è possibile applicare contemporaneamente entrambi i benefici quando la normativa e la prassi giurisprudenziale lo escludono
  • Le decisioni che motivano puntualmente le ragioni della responsabilità penale, descrivendo il nesso tra fatti, strumenti e modalità operative, rendono difficilmente superabile il giudizio di legittimità volto a una diversa valutazione probatoria

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