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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25114/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il decreto di prevenzione che aveva rigettato l'applicazione della sorveglianza di pubblica sicurezza e confermato la confisca di vari beni. Il ricorrente deduce la carenza o apparente motivazione in relazione a: assenza di condanne per reati estorsivi; limitatezza degli indizi (pizzini indicanti 10.000 euro tra 2003 e 2007); temporalita' degli acquisti di due terreni (2010) non riconducibile al periodo di pericolosita'; mancata dimostrazione della provenienza illecita dei fondi; presunte inesattezze e omissioni nella perizia economico-patrimoniale (dati fiscali, dati ISTAT, valutazione di entrate e trasferimenti familiari, date di matrimonio e nascita figlia), e mancata considerazione di alcune risorse e trasferimenti familiari documentati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e carenza di specificità, richiamando il principio secondo cui in materia di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e che il vizio di motivazione è sindacabile solo se la motivazione è del tutto inesistente o meramente apparente. La Corte ha ritenuto infondate le censure: l'assenza di condanne non esclude la pericolosità specifica; non rileva il solo quantum illecito rispetto all'accertamento della sproporzione patrimoniale; la correlazione cronologica è stata valutata dalla Corte territoriale (pericolosità perdurata fino al 2019); le critiche alla perizia risultano in parte infondate o generiche; è legittimo l'uso di dati ISTAT per stimare le spese familiari rilevanti ai fini della capacità di acquisto. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato alle spese di giudizio e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. (Si segnala inoltre che, con il decreto impugnato, era stata disposta l'immediata cessazione della misura di sorveglianza ma confermata la confisca dei beni contabilizzati come di valore sproporzionato.)

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione la Corte di Cassazione è limitata a sindacare violazioni di legge; i vizi di motivazione sono sindacabili solo se la motivazione è del tutto inesistente o meramente apparente
  • L'assenza di condanne per i cd. reati-fine non impedisce l'applicazione di misure di prevenzione se è provata la partecipazione al sodalizio mafioso e la pericolosità specifica
  • Per la confisca di prevenzione rilevano la disponibilità diretta o indiretta dei beni e la sproporzione tra valore dei beni e le risorse lecite; non è decisivo il solo ammontare di redditi illeciti quantificati
  • La correlazione temporale tra la pericolosità e gli acquisti patrimoniali va valutata nel complesso processuale: la pericolosità può perdurare oltre il periodo in cui sono emersi singoli indizi criminali
  • Le critiche alla perizia economico-patrimoniale devono essere specifiche e dimostrare concretamente omissioni o errori significativi; censure generiche o assertive non determinano l'annullamento in cassazione
  • L'utilizzo di dati statistici (es. ISTAT) per stimare le spese familiari è ritenuto ammissibile per valutare la capacità di acquisto ai fini della sproporzione patrimoniale
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende)

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