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Ordinanza

Ordinanza n. 1289/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) del Provvedimento Prot. n. 20250033795 del 06.01.2026 del Consolato Generale d'Italia in Istanbul con il quale comunica nei confronti del ricorrente il diniego del visto ex art. 4 comma 2 DL 286/1998 modificato da L 189/2002 ed ex art. 6 bis DPR 334/2004; 2) di tutti gli atti del procedimento che hanno portato al provvedimento impugnato nonché degli atti necessari, presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi quelli a carattere generale, sia noti che ignoti.

Giustizia amministrativa202601351

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ritenendo insussistente il fumus boni iuris. In particolare, ha considerato completa l'istruttoria posta a fondamento del diniego e non adeguatamente comprovato il possesso dei presupposti linguistici richiesti per la permanenza in Italia. La decisione è limitata alla fase cautelare e non definisce il merito della controversia. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto adottato dal Consolato Generale d'Italia in Istanbul per assenza dei presupposti linguistici ai fini della permanenza in Italia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di visto e gli atti presupposti, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. La domanda cautelare è stata valutata con riferimento al fumus boni iuris. Il giudice ha rilevato, in sede di esame sommario, che l'istruttoria amministrativa appariva completa e che non risultavano documenti dai quali desumere che il requisito linguistico fosse stato positivamente valutato dall'università ospitante, diversamente da quanto sostenuto dal ricorrente. Inoltre, nonostante la richiesta dell'Amministrazione di produrre ulteriore documentazione integrativa, il ricorrente non aveva fatto pervenire alcunché.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 2, d.lgs. 286/1998

    Richiamato nel provvedimento di diniego quale base normativa del diniego del visto.

  • art. 6-bis d.P.R. 334/2004

    Richiamato nel provvedimento di diniego quale ulteriore fondamento normativo.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare, respinta per assenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere negato quando, all'esito dell'esame sommario, l'istruttoria amministrativa risulti completa e non siano documentati i presupposti richiesti per il rilascio del visto.
  • La mancata produzione, da parte del richiedente, della documentazione integrativa richiesta dall'Amministrazione può concorrere a escludere il fumus boni iuris della domanda cautelare contro il diniego del visto.
  • Quando il richiedente sostiene che un requisito linguistico sia stato positivamente valutato dall'università ospitante, tale circostanza deve risultare da idonea documentazione; in difetto, il giudice può ritenere non comprovato il presupposto del visto nella fase cautelare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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