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Ordinanza

Ordinanza n. 1256/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia del provvedimento di diniego del visto d'ingresso per studio prot. 13555 -p del 24.11.2025

Giustizia amministrativa202600620

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare perché, a un sommario esame, le censure non risultavano sostenute da adeguato fumus boni iuris. Il giudice ha inoltre evidenziato, con riguardo al periculum in mora, la possibilità per il ricorrente di presentare una nuova istanza corredata dalla documentazione necessaria, affinché il Consolato possa verificare la sussistenza dei mezzi minimi prescritti. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso per studio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di diniego del visto d’ingresso per studio, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il TAR, nella fase sommaria, ha rilevato che le doglianze non apparivano assistite da adeguato fumus boni iuris, lasciando impregiudicati i profili critici in rito da esaminare nella fase di merito. Quanto al periculum in mora, il giudice ha osservato che il ricorrente può ripresentare l’istanza corredata della documentazione necessaria a consentire al Consolato competente di verificare l’effettiva sussistenza dei mezzi minimi richiesti dalla Direttiva del Ministero dell’Interno del 1° marzo 2000.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.

  • Direttiva del Ministero dell’Interno 1.03.2000

    Prescrive i mezzi minimi la cui effettiva sussistenza deve essere verificata dal Consolato ai fini della domanda di visto per studio.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può respingere la domanda quando, a un sommario esame, le censure non risultino assistite da adeguato fumus boni iuris, rinviando alla fase di merito l’esame dei profili ancora controversi in rito.
  • La possibilità di ripresentare una domanda amministrativa corredata della documentazione necessaria può essere valorizzata nella valutazione del periculum in mora, specie quando consenta una nuova verifica dell’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti dall’amministrazione consolare.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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