Sentenza del 24/06/2015 n. 13043 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche per violazione e falsa applicazione dell'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002. La controversia riguardava il diniego della definizione agevolata (condono) richiesta dal contribuente, il quale aveva presentato la dichiarazione integrativa e pagato la prima rata, ma non aveva versato le rate successive. Secondo l'Agenzia, l'art. 9-bis richiede il pagamento integrale di quanto dovuto entro i termini previsti e non consente di conservare gli effetti del condono in caso di pagamento parziale, diversamente da altre disposizioni della stessa legge che prevedono espressamente tale possibilità.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e, decidendo direttamente nel merito, ha respinto il ricorso originario del contribuente contro il diniego del condono. Ha stabilito che la definizione agevolata prevista dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 si perfeziona soltanto con il pagamento integrale dell'importo dovuto, anche se rateizzato, e che il versamento della sola prima rata non è sufficiente. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis
La definizione agevolata ... si perfeziona solo se si provvede all'integrale pagamento del dovuto nei termini e nei modi previsti dalla medesima disposizione.
La norma consente di regolarizzare il mancato versamento di imposte o ritenute risultanti da dichiarazioni già presentate, con esclusione delle sanzioni, ma richiede il pagamento integrale dell'importo dovuto entro le scadenze stabilite. Il pagamento della sola prima rata non conserva l'efficacia della definizione.
Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16
Considerano efficaci le ipotesi di condono ivi regolate anche senza adempimento integrale.
Le disposizioni prevedono espressamente, in determinati casi, la conservazione degli effetti del condono anche in presenza di pagamento non integrale. Tali regole sono eccezionali e non possono essere applicate per analogia all'art. 9-bis.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 3
È stata invocata dall'Agenzia delle Entrate come norma processuale relativa alla violazione o falsa applicazione delle norme di diritto.
Cassazione, sez. tributaria, sentenze n. 21364 del 2012 e n. 25238 del 2013
La definizione agevolata ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9-bis ... si perfeziona solo se si provvede all'integrale pagamento del dovuto.
La giurisprudenza consolidata conferma che l'integrale pagamento è requisito essenziale per il perfezionamento del condono previsto dall'art. 9-bis.
Massime di principio
- Quando una misura di definizione agevolata richiede espressamente il pagamento integrale, il contribuente deve rispettare tutte le scadenze, comprese quelle relative alle rate successive alla prima.
- Il pagamento della prima rata non è sufficiente a perfezionare il condono se la legge non prevede espressamente la conservazione degli effetti in caso di mancato pagamento del residuo.
- Le disposizioni eccezionali in materia di condono non possono essere estese per analogia da una fattispecie all'altra: occorre verificare la disciplina specifica applicabile.
- In caso di mancato pagamento delle rate successive, l'amministrazione può negare la definizione agevolata e il contribuente può perdere i benefici, come l'esclusione delle sanzioni.
- La successiva giurisprudenza consolidata può condurre alla cassazione di una decisione precedente fondata su un'interpretazione diversa, anche se le spese possono essere compensate quando l'orientamento si è consolidato dopo la sentenza impugnata.
Testo integrale
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