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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28650/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, in parziale accoglimento del riesame proposto dall'indagato, aveva sostituito gli arresti domiciliari con l'interdizione dai pubblici uffici in relazione a accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falsi e reati relativi al maltrattamento/uccisione di animali e plurimi falsi relativi a pareri e documentazione di progetti di ricerca. Il Procuratore ha censurato la valutazione sulla persistenza delle esigenze cautelari e sull'adeguatezza della misura, ritenendo che il Tribunale non abbia valutato la condotta di inquinamento probatorio del Palma e quella degli altri associati; l'indagato ha dedotto insufficiente gravità indiziaria, vizio di motivazione rispetto a decisioni assunte su altri coindagati, e contestato la qualificazione come atto pubblico dei pareri OPBA nonché la possibilità di reiterazione post-dimissioni.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso dell'indagato (Palma): confermata la gravità indiziaria rispetto ai reati contestati, la qualifica pubblica del parere OPBA e la rilevanza delle intercettazioni; ha invece accolto in parte il gravame del Procuratore sulla scelta della misura cautelare, ritenendo che il Tribunale non abbia adeguatamente valutato l'idoneità della misura interdittiva a prevenire il rischio d'inquinamento probatorio e non abbia considerato compiutamente la specifica condotta del ricorrente e la strategia diffusa dell'associazione. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Catanzaro, in diversa composizione, per nuovo esame limitatamente alla scelta della misura da applicare.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Individua le esigenze cautelari poste a fondamento della misura; il Tribunale aveva originariamente motivato gli arresti domiciliari sulla base delle esigenze previste da queste lettere

  • d.lgs. n. 26 del 2014

    Disciplina la documentazione/parere retrospettivo dell'OPBA da allegare alla relazione del responsabile del progetto: la Corte ha ritenuto che tali pareri, nell'ambito universitario, costituiscano atti funzionalmente pubblici

  • art. 476 cod. pen.

    Definizione di atto pubblico; la Corte lo applica per qualificare i pareri OPBA come atti pubblici quando redatti da pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Consente l'uso processuale delle conversazioni intercettate anche se intervenute tra terzi, senza necessità di riscontro, purché il giudice valuti il loro significato con criteri di coerenza e linearità logica

Massime di principio

  • La qualificazione di un documento interno come "atto pubblico" dipende dalla funzione pubblica dell'organo che lo emette e dalla sua rilevanza funzionale rispetto ad atti successivi: pareri OPBA possono essere atti pubblici se redatti nell'esercizio di funzioni di vigilanza.
  • Decisioni divergenti assunte in procedimenti distinti a carico di coindagati non vincolano il trattamento probatorio e non annullano automaticamente la valenza delle intercettazioni in altri fascicoli.
  • Nell'apprezzamento della gravità indiziaria la Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice del merito per una rivalutazione globale del materiale probatorio; possono però essere censurate carenze logiche o omissioni motivazionali rilevanti.
  • La scelta della misura cautelare deve valutare non solo il rischio di reiterazione attraverso la posizione ufficiale, ma anche il rischio d'inquinamento probatorio; l'interdizione dai pubblici uffici è uno strumento idoneo quando il pericolo è collegato all'abuso di poteri pubblici, ma potrebbe non essere adeguata se l'inquinamento probatorio può avvenire anche al di fuori dell'esercizio dell'incarico.
  • Il pericolo di reiterazione può sussistere anche dopo le dimissioni dall'incarico se permangono condizioni soggettive e relazionali che rendono plausibile la commissione di reati della stessa specie; occorre motivazione specifica sul nesso tra misura scelta e profili di pericolo individuati.

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