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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07286/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione per intervenuta rinuncia al ricorso, depositata il 11.2.2025, e tempestivamente accettata dai controricorrenti. La Corte ha ritenuto integrati i presupposti degli artt. 390 e 391 c.p.c.; l'adesione alla rinuncia ha esonerato la Corte dalla pronuncia di condanna sulle spese. Non è stata quindi esaminata nel merito la censura proposta con i due motivi di ricorso.

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (proprietari)

La controversia

La lite nasce da interventi edilizi di demolizione e ricostruzione su un magazzino preesistente, eseguiti da un lato su un immobile sito in Civitanova Marche. I vicini hanno agito lamentando la violazione delle distanze legali tra fabbricati e dal confine, nonché la lesione della veduta dal balcone di uno degli attori e alcuni danni da lavori a un muro adiacente. In primo grado il Tribunale ha accolto solo parzialmente le domande, ordinando l'arretramento della costruzione, condannando al risarcimento di alcuni danni e regolando le spese. I soccombenti hanno appellato sostenendo, in particolare, che il balcone e il fabbricato avversari fossero stati realizzati a distanza non legale dopo la costruzione del loro preesistente magazzino. In appello incidentale, le controparti hanno invece chiesto l'applicazione della disciplina sopravvenuta e delle distanze previste dal regolamento edilizio comunale e dall'art. 9 del D.M. n. 1444/1968. Giunta in Cassazione, la causa è stata definita non sul merito dei motivi di ricorso, ma per rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, con accettazione dei controricorrenti e richiesta di compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    richiamato per il deposito delle memorie prima dell'adunanza camerale.

  • art. 378 c.p.c.

    richiamato con riferimento alla memoria depositata dai controricorrenti.

  • art. 390 c.p.c.

    la rinuncia al ricorso, nella nuova formulazione, comporta l'estinzione del procedimento se accettata nei casi previsti.

  • art. 391 c.p.c.

    insieme all'art. 390 c.p.c. è indicato come base per dichiarare estinto il giudizio di cassazione in presenza di rinuncia accettata.

  • art. 3 D.P.R. 6.6.2001 n. 380

    richiamato nell'ordinanza interlocutoria per la nozione di ristrutturazione edilizia e il suo coordinamento con la manutenzione straordinaria e con la nozione di nuova costruzione.

  • art. 2 bis, comma 1 ter, D.P.R. n. 380/2001

    richiamato nell'ordinanza interlocutoria per il coordinamento con la nozione di manutenzione straordinaria.

  • art. 9 D.M. n. 1444/1968

    evocato in appello incidentale come parametro di distanza minima tra pareti finestrate.

  • art. 1, comma 2, L.R. Marche n. 31/1979

    evocato dagli appellanti incidentali come disposizione dichiarata costituzionalmente illegittima e quindi non applicabile ai rapporti non esauriti.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso per cassazione, quando accettata dalla controparte nei casi richiesti dalla legge, determina l'estinzione del giudizio senza decisione sul merito.
  • In presenza di rinuncia accettata, la Corte non procede all'esame dei motivi di ricorso e non si pronuncia sulle questioni sostanziali dedotte.
  • L'adesione alla rinuncia può esonerare la Corte dalla condanna alle spese, secondo quanto emerge dall'accordo processuale tra le parti.
  • Le questioni di diritto sostanziale o urbanistico-edilizie prospettate nei motivi restano assorbite e non producono una statuizione di principio quando il processo si chiude per estinzione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompravendita immobiliareConformità urbanistica e catastale
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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