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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23320/2022 del 15/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per reati connessi a simulazione di reato e false denunce: Gareri deduce (i) tardività della querela promossa dalla compagnia assicurativa (art. 124 c.p.), (ii) incompetenza territoriale della Corte di Milano in favore del Tribunale di Crotone (art. 16 c.p.p.), (iii) mancata legittimazione del Gareri a richiedere l'indennizzo perché proprietaria dell'auto è risultata la società VRC di cui Disha è amministratore, e (iv) mancata valutazione favorevole delle circostanze attenuanti ex art. 62-bis c.p. Disha ripropone graficamente i motivi di Gareri (tardività della querela, competenza territoriale, mancato riconoscimento delle attenuanti).

La decisione

La Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili. Motivi principali: presenza di una doppia conforme che rende congruente il controllo congiunto delle due sentenze di merito; le censure sono aspecifiche e reiterative rispetto a questioni già valutate dalla Corte territoriale; la querela è stata ritenuta tempestiva dalla Corte di Milano in relazione alla data di deposito della relazione investigativa (quindi non è provata l'intempestività), la competenza territoriale è correttamente fissata a Milano per connessione e per il luogo in cui la richiesta di risarcimento è giunta a conoscenza del titolare (sede legale della compagnia), la doglianza sulla mancata titolarità di Gareri è inammissibile per non essere stata proposta in appello, e il diniego delle attenuanti generiche è legittimo per adeguata motivazione fondata sugli elementi negativi della condotta. Conseguenze: rigetto dei ricorsi, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 642 cod. pen.

    Reato più grave ai fini della determinazione della competenza territoriale per connessione; la competenza si radica nel luogo in cui il titolare del diritto patrimoniale ha conoscenza della richiesta di risarcimento (sede legale della compagnia)

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata nel capo di imputazione (citata come contesto della fattispecie)

  • art. 367 cod. pen.

    Falso ideologico o altra fattispecie contestata ad uno o ad entrambi gli imputati; rilevante ai fini della connessione e della valutazione globale delle condotte

  • art. 124 cod. pen.

    Termine per la proposizione della querela: la Corte ha valutato la tempestività in relazione al momento in cui il titolare poteva effettivamente determinarsi, anche sulla base di relazioni investigative

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Determinazione della competenza territoriale per connessione: il giudice competente è quello per il reato più grave

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di applicazione della pena e relativa motivazione: la Corte ha ritenuto congrua la motivazione del diniego di riduzione per le attenuanti

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante della incensuratezza e della condotta: la Corte ha richiamato che l'incensuratezza da sola non è sufficiente dopo la riforma e che il giudice di merito ha discrezionalità nella valutazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze della pronuncia di inammissibilità: condanna alle spese e ad una somma in favore della Cassa delle ammende

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Limite alla deducibilità in cassazione di questioni non sollevate in appello: motivo inammissibile se non proposto in appello

  • art. 609 cod. proc. pen.

    Ambito della cognizione della Corte di cassazione commisurato ai motivi del ricorso; integra limite al potere di sindacato quando questioni non sono state dedotte in appello

  • art. 581 e art. 591 cod. proc. pen.

    Prescrizioni formali sui motivi di impugnazione (indicazione specifica di ragioni di diritto e elementi di fatto) cui la Corte richiama per valutare l'asapecificità dei motivi

Massime di principio

  • La tempestività della querela promossa da una società viene misurata rispetto al momento in cui l'organo legale titolare (amministratore unico o consigliere delegato) ha conoscenza effettiva del fatto e dell'autore; relazioni investigative possono fissare quel termine
  • Se esistono due decisioni di merito conformi che adottano medesimi criteri probatori, la Cassazione può leggerle congiuntamente (doppia conforme) riducendo lo spazio di sindacato sui profili di fatto
  • La competenza territoriale per reati connessi si determina ai sensi dell'art. 16 c.p.p.: prevale il giudice competente per il reato più grave, spesso collegato al luogo in cui il titolare del diritto ha avuto la conoscenza dell'atto
  • Questioni non sollevate in appello non possono poi essere dedotte in cassazione salvo i casi di rilevabilità d'ufficio; è quindi essenziale articolare in appello tutte le doglianze rilevanti a pena di inammissibilità in cassazione
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche è valutazione di fatto riservata al giudice di merito; la Cassazione sindaca solo la correttezza logico-giuridica della motivazione, non la diversa valutazione dei fatti
  • L'onere di provare l'intempestività della querela grava su chi la deduce (il querelato); in caso di incertezza la valutazione favorevole ricade sul querelante

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