Cassazione Penale, Sentenza n. 30613/2023 del 14/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma in appello delle condanne pronunciate in abbreviato: El Ali contestava il diniego delle circostanze attenuanti generiche; Saidi censurava (1) l'affermazione di responsabilità per il capo A) lamentando mancata specificità e possibile errata qualificazione tra rapina/tentata rapina/furto e mancato riconoscimento del concorso anomalo ex art.116 c.p.; (2) carenza probatoria per i capi C), D) ed E); (3) eccessiva quantificazione della pena e diniego delle attenuanti; Bousseksou deduceva vizi nella valutazione della prova, soprattutto nell'individuazione dell'autore basata su riconoscimenti fotografici/visivi da videoregistrazioni e sulla inferenza che gli stessi soggetti responsabili del tentativo di effrazione (capo C) siano automaticamente autori anche degli altri episodi (capi D ed E).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la Corte territoriale si era confrontata con le deduzioni difensive e che non è richiesta un'analisi puntuale di ogni elemento quando sussiste una doppia conforme; le valutazioni di fatto (riconoscimento delle circostanze attenuanti, valutazione di attendibilità delle prove, determinazione della pena) rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e non sono sindacabili in sede di legittimità salvo vizio radicale. Ha affermato la legittimità dell'utilizzo in giudizio dell'individuazione fotografica/visiva delle indagini come "prova atipica" ai sensi dell'art.189 cod. proc. pen. e ha considerato aspecifici o meramente riformulativi i motivi che non indicavano elementi chiari e circostanziati. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato per segnalare che non è stata richiesta la discussione orale e che il procedimento è stato trattato con contraddittorio scritto; implica trattamento scritto del contraddittorio di Cassazione
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137 (conv. L. 18/12/2020 n.176)
Norma emergenziale che consente il contraddittorio scritto; applicata per procedere senza udienza orale
Le circostanze attenuanti generiche sono valutazione di fatto e discrezionale: il giudice può limitarsi all'elemento che ritiene prevalente; il diniego motivato su basi di fatto (es. precedenti) non è sindacabile in Cassazione salvo illogicità manifesta
Le dichiarazioni (ivi incluse attestazioni investigative come riconoscimenti fotografici) costituiscono prove atipiche utilizzabili in giudizio e valutabili liberamente dal giudice secondo il principio del libero convincimento
La formale ricognizione personale disciplinata dall'art.213 non è l'unica modalità di individuazione; l'assenza di quelle formalità non esclude l'utilizzabilità di riconoscimenti compiuti nelle indagini, la cui efficacia è rimessa al libero apprezzamento del giudice
Norma richiamata per disporre la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali
Richiamato in relazione ai criteri di valutazione della prova: la Cassazione ribadisce la legittimità delle inferenze logiche e della valutazione globale delle prove operata dal giudice di merito
Citato in rapporto all'affermazione della responsabilità: la Corte sottolinea i limiti del sindacato di legittimità su questioni di fatto e di valutazione probatoria
art. 628 c.p. e artt. 624-625 c.p.
Norme sui reati contestati (rapina e furto) richiamate nella descrizione dei capi d'imputazione; la Cassazione non ha ritenuto che vi fosse errore di qualificazione rilevante e sindacabile in sede di legittimità
Massime di principio
- Le valutazioni di fatto e la discrezionalità (riconoscimento o diniego delle attenuanti, dosimetria della pena, attendibilità delle prove) sono sindacabili in Cassazione solo in presenza di fumus di illogicità o di disarticolazione dell'impianto probatorio che tocchi i nuclei essenziali della decisione
- I motivi di impugnazione devono essere specifici e circostanziati: censure generiche o meramente assertive sono dichiarate inammissibili
- Gli accertamenti effettuati in fase di indagine (riconoscimenti fotografici, annotazioni di servizio, immagini di videosorveglianza) costituiscono prove "atipiche" utilizzabili in giudizio ai sensi dell'art.189 c.p.p.; la loro forza probatoria è valutata liberamente dal giudice
- In presenza di una doppia conforme tra primo grado e appello il giudice di legittimità richiede meno un'analisi puntuale di ogni deduzione difensiva: è sufficiente che la motivazione appaia logica e coerente nel suo complesso
- Per contestare l'identificazione visiva/fotografica occorre indicare elementi concreti che ne mettano in dubbio l'attendibilità (es. difetti procedurali specifici, incongruenze temporali o nei materiali probatori)
- La conversione della qualificazione del fatto (es. da rapina a furto) o la ricostruzione di concorsi anomali richiedono deduzioni argomentate nei gradi di merito: in Cassazione non si possono proporre nuove ricostruzioni di fatto non specificamente fondate
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